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Polo museale fiorentino

Musei: un click per scoprire i capolavori di Firenze

Innovazione e tecnologia al Polo Museale Fiorentino: on line migliaia di schede sulle opere conservate

Basta un click e, da ogni parte del globo, è possibile accedere attraverso internet a tutte le informazioni sulla 'Primavera' del Botticelli, sui capolavori di Tiziano, sulle sculture e sulle gemme conservate nel polo museale fiorentino. Sono infatti on line migliaia di schede delle opere conservate nei musei del polo, dagli Uffizi all'Accademia, dalla Palatina a San Marco. Il progetto, avviato da diversi anni e ancora in itinere, si é arricchito nel corso del 2007 di ulteriori digitalizzazioni degli inventari, così che al momento risultano consultabili sul web non solo le oltre 10.300 opere dell'Inventario 1890, che comprende la maggioranza dei dipinti che si trovano nei musei del polo, on line dal 2006, ma anche, tra gli altri, l'inventario della Galleria Palatina (conosciuto come Inventario 1912), con capolavori di Raffaello, Tiziano, Andrea Del Sarto, delle sculture (1914), e delle gemme (1925), che è parte consistente del museo degli Argenti. Il sito internet rinnovato (www.polomuseale.firenze.it), e visitato da oltre 4 milioni di persone nel 2007 per oltre 614 mila contatti, offre da qualche mese anche la possibilità di prenotare biglietti on line. "Se fino a qualche anno fa - ha spiegato la sovrintendente Cristina Acidini - gli studiosi o gli appassionati dovevano cercare notizie dei capolavori venendo a Firenze, consultando schede e aprendo 'filze', oggi molte delle informazioni sono accessibili ovunque, grazie a un collegamento remoto, e in maniera gratuita". I motori di ricerca degli inventari consentono di ricercare per opere, autori o mostre. Le immagini vengono visualizzate in grande formato con un 'marchio' digitale invisibile a occhio nudo che le protegge da usi impropri. Nelle schede delle opere si può tracciare tutta la loro storia e inoltre è possibile, grazie alla digitalizzazione della fonte originale, vedere sul web le pagine cartacee dell'inventario. (ANSA)

30/06/2009

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