LA MANDRAGOLA CRESCE ANCORA NEL GIARDINO DI MACHIAVELLI

Il 21 aprile e il 19 maggio porte aperte a Villa Poggio Torselli, un tempo residenza del Principe e oggi monumento nazionale

Nel giardino di Machiavelli cresce ancora la mandragola. Spicca con il suo colore intenso, dalle sfumature viola-blu, la pianta che diede a Niccolò Machiavelli l’ispirazione per la stesura di una delle sue più celebri opere letterarie: “Mandragola”, capolavoro del teatro italiano del Cinquecento. Nel giardino di Villa Poggio Torselli, monumento nazionale, dimora appartenuta alla famiglia Machiavelli, la mandragola, alla quale si attribuiscono qualità afrodisiache, è ancora viva e vegeta, nonostante il peso dei secoli.

Al suo illustre estimatore, che quest’anno si trova a celebrare a San Casciano una ricorrenza di tutto rispetto - cinquecento anni dalla composizione de “Il Principe”– avrebbe fatto piacere sapere che, oltre ad essere coltivato con passione dall’attuale proprietà della villa, il fiore, sbocciato proprio in questi giorni, potrà essere ammirato in occasione di due eventi primaverili organizzati dal Comune legati al settore florovivaistico: “Fiori e Pittori” in programma il 21 aprile e “Rose, pane e vino” prevista il 19 maggio. In queste due date la villa aprirà i cancelli in via straordinaria per mostrarsi al pubblico in tutto il suo splendore. Sarà possibile visitare il monumento e conoscere il prestigio storico-architettonico dell’edificio che proprio dalla famiglia Machiavelli fu abitato tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo e quello naturalistico del giardino all’italiana che ospita centinaia di varietà di fiori e piante tra le più variegate e profumate.

A partire dal mese di aprile la mandragola si trova in splendida compagnia. Ad arricchire il settecentesco “giardino delle stagioni”, restaurato da Gianfranco Luzzetti in collaborazione con Ada Segre, la fioritura profumata delle piante bulbose tra cui fritillarie, narcisi, tulipani, giacinti. Denominata “regina delle ville”, la villa è menzionata fin dal 1427 col nome di Poggio Torselli. Appartenne ad alcune delle più illustri famiglie toscane: Machiavelli, Corsini, Strozzi, Antinori, Capponi ed Orlandini che ne furono proprietari fino al 1722. Lo spettacolo di colori che caratterizza gli interni della villa, tra allegorie e prospettive realizzate nel XVII, è opera di Pier Dandini e Matteo Bonechi. Della proprietà Machiavelli, la villa custodisce alcune rilevanti testimonianze tra cui lo stemma di famiglia conservato all’interno della cappella adiacente all’edificio. Aperture straordinarie del monumento sono previste anche nel corso delle iniziative che il Comune varerà tra qualche mese con un ricco programma di eventi con i quali San Casciano celebra i cinque secoli de “Il Principe” . 

Per informazioni: 055 8290241 - info@poggiotorselli.it

12/04/2013