ALLA STAZIONE DI FIGLINE, I RAGAZZI AUTISTICI TROVANO CASA E DIVENTANO GRANDI

di Giulia Rafanelli
Alla stazione di Figline, i ragazzi autistici trovano casa e diventano grandi

Da anni RFI collabora con le associazioni per valorizzare gli spazi delle stazioni non più utilizzati: l'esempio di Figline

Quale altro posto, meglio di una stazione, riflette lo spirito di un paese, lo stato d’animo della gente, i suoi problemi?

Come dare torto a Tiziano Terzani. I locali delle stazioni d’Italia hanno fatto compagnia al correre della storia del nostro Paese. In tutti i racconti popolari c’è sempre – fateci caso – il riferimento ad un treno, ad un viandante, ad una valigia, ad una stazione dove il tempo assume un valore che non ha altrove.

Triste, dunque, imbattersi in stazioni abbandonate.

In realtà, se si apre la porta dei locali ai piani superiori di alcune di queste stazioni si trovano nuove e altre storie da raccontare. Ad esempio quella dei ragazzi “speciali” dell’associazione Autismo Firenze Onlus nei vecchi appartamenti per il personale di Rfi nella stazione di Figline Valdarno.

Gli appartamenti delle stazioni un tempo necessari a dare alloggio a custodi e capostazione, oggi che queste figure non ci sono, oggi che la tecnologia ha reso non più necessaria la presenza fisica del personale in ogni stazione, infatti, si prestano per essere ripensate, riqualificate e rifunzionalizzate a servizio di Comuni, Enti e associazioni No profit che necessitano di spazi per le loro attività (sociali, istituzionali, associative, culturali,… )

Da anni, infatti, RFI collabora con le associazioni del terzo settore per valorizzare gli spazi e le aree delle stazioni non più funzionali alle attività ferroviarie, concedendoli in comodato d’uso per attività sociali o culturali. E il primo piano della stazione di Figline Valdarno, si è trasformato in una nuova casa (in stazione, appunto) per i ragazzi di una delle onlus che a Firenze si occupano di autismo.

Autismo Firenze Onlus, nata nel 2003 per iniziativa di un gruppo di famiglie con figli autistici adolescenti o giovani adulti, allo scopo di colmare il deficit di servizi dedicati a questa fascia di età, ha chiesto – e ottenuti - i locali della stazione per realizzare il progetto “Scuola di Vita” finalizzato all’incremento dell’autonomia dei giovani riproducendo l’ambiente domestico nell’alloggio messo a disposizione. Il progetto è stato presentato a Rete Ferroviaria Italiana dal coordinamento nazionale dei centri di servizio del volontariato (CSV) con cui FS Italiane e RFI hanno stipulato un Protocollo d’Intesa, denominato “Volontario in Stazione”, per il riuso di spazi di stazione. Il contratto di comodato d’uso ha una durata di cinque anni.

La stazione di Figline, quindi, sarà per questi ragazzi una nuova casa dove sviluppare la loro autonomia e capacità relazionale, dove confrontarsi con altri ragazzi e con gli operatori.  Una casa dove diventare un po’ più grandi e un po’ più forti.

FRECCIA – la casa in stazione

 

Pubblicato da Autismo Firenze - Casadasè su Domenica 22 ottobre 2017

In Toscana non è l’unica stazione che si è aperta ad attività extra-ferroviarie: dal Casentino alla Garfagnana, molti vecchi locali, prima utilizzati da Rfi, ospitano oggi ludoteche, mediateche, attività di volontariato o di protezione civile.

Ma come si può fare richiesta per la concessione gratuita di spazi di proprietà RFI non più funzionali?  Le richieste di comodato d’uso gratuito possono essere avanzate esclusivamente da Enti locali (Province, Comuni, ecc.) e da associazioni che operano nel settore sociale e, più in generale, da Enti no profit per la realizzazione di progetti finalizzati ad offrire al territorio servizi di utilità sociale senza scopo di lucro. Di prassi, il contratto di comodato prevedono una durata di 5 anni e l’impegno da parte dell’ente comodatario di realizzare nell’immobile interventi di riqualificazione e/o manutenzioni di diverso tipo (straordinaria e/o ordinaria, pulizia, messa in sicurezza, ecc.)

A chi sottoporre la richiesta di comodato? In via prioritaria gli enti no profit possono sottoporre il proprio progetto ai Comuni in cui è ubicato lo spazio RFI cui sono interessati o alle associazioni nazionali con cui ad oggi il Gruppo FS Italiane ha attivato Protocolli di Intesa per lo sviluppo dei comodati ad uso sociale: Legambiente, Associazione Italiana Turismo Responsabile, CSVnet, Lega Coop Sociali.
Come avviene la valutazione delle richieste sottoposte a RFI? Il progetto pervenuto a RFI sarà valutato dalla Società d’intesa con la struttura della Capogruppo Ferrovie dello Stato Italiane competente per i rapporti con le Associazioni e le politiche sociali del Gruppo. Nella valutazione sarà considerata di particolare rilevanza la qualità della partnership e del piano finanziario a sostegno delle iniziative.

03/11/2017