‘LA RETE’ DI ELISA GIOBBI: UN NOIR IN UNA FIRENZE INEDITA E NASCOSTA

di Costanza Baldini
‘La rete’ di Elisa Giobbi: un noir in una Firenze inedita e nascosta

Arriva il romanzo d'esordio per la scrittrice di saggistica musicale, pubblicato dalla casa editrice Stampa Alternativa

Elisa Giobbi ha fondato e diretto fino al 2009 la casa editrice Caminito. Ha già pubblicato tre libri di saggistica musicale: ‘Firenze suona – la scena musicale e artistica raccontata dai protagonisti’ (Zona), ‘Rock ‘n’ roll noir. I misteri, le relazioni e gli amori del Club 27’ (Arcana) e ‘Eterni. Vite brevi e romantiche di grandi compositori’ (Vololibero). È presidente dell’associazione culturale “Firenze suona” e organizzatrice e curatrice di eventi culturali e musicali. ‘La rete’ pubblicato da Stampa Alternativa è il suo debutto nella narrativa.

‘La rete’ è quella che tende Nico, la protagonista, alle sue vittime, alla moltitudine di uomini che seduce e che si innamorano perdutamente di lei. La rete è quella in cui cade Nico stessa, prima un vischioso reticolo di dipendenze, poi quella ordita dal suo stalker, un non-luogo in cui si consuma questa storia sullo sfondo di una Firenze inedita e nascosta. Un romanzo a tinte fosche ambientato negli straordinari decenni dell’ultimo mezzo secolo, che racconta il percorso – tanto contorto e intermittente quanto ambiguo e profondo – di un’amicizia femminile, svelando la natura labile di ogni confine: condanna e perdono, ragione e sentimento.

Ciao Elisa, sei conosciuta per i tuoi saggi sulla musica, adesso esordisci nella narrativa. Di solito il primo romanzo è spesso il risultato di un’urgenza, qualcosa che si deve assolutamente dire, ‘gettare fuori’ nel mondo, è stato così anche per te?
Non esattamente. La scrittura, oltre alla musica e alla Nutella, è la mia grande passione. Nonostante abbia da sempre accarezzato l’idea di scrivere un romanzo, non l’avevo ancora fatto perché forse temevo di misurarmi con la narrativa pura, con la fiction, benché nei miei ultimi libri a tema musicale, Rock’n’Roll Noir e Eterni, la scrittura sia mista, tra saggio e racconto. È stato mio marito a spingermi a farlo, ritenendomi capace (bontà sua). Ci ho provato ed è stato bello e liberatorio, mi spiace soltanto di non aver iniziato prima.

Per il tuo esordio hai scelto un tempo importante, quello dello stalking, della violenza sulle donne, ti sei ispirata a una vicenda personale?
No. Ne La rete c’è molto di me, ma non nel nucleo centrale della storia. Per fortuna!

Cosa puoi raccontarci della storia?
È una profonda amicizia (talmente profonda da sconfinare in altro; il tema dello sconfinamento in effetti è fondamentale in questo testo) che lega due donne molto diverse per indole e vita vissuta, che tuttavia per certi versi si completano e hanno urgente bisogno l’una dell’altra.  È un romanzo a tratti crudo ma realistico.

Che Firenze è quella del tuo romanzo, come la definiresti?
È una storia ambientata alla periferia di Firenze, in luoghi inediti alla letteratura, molto lontani dall’immagine stereotipata della nostra città, ma anche per questo  - almeno per me - più stimolanti. Come autrice mi interessano quasi soltanto gli ultimi.

La storia è collocata temporalmente verso la fine degli anni ’70, un periodo d'oro per la musica fiorentina con band come Diaframma, Litfiba. La musica di quegli anni ha avuto una qualche influenza nella scrittura del tuo romanzo?
In realtà la storia inizia alla fine degli anni ’70 ma arriva fin quasi ai nostri giorni. La musica in generale è molto presente nel romanzo, in particolare a partire dal 1984 e dall’esplosione della new wave con tutto ciò che ha comportato in termini di fermento e di stimolo culturale. Non è un caso che Emma e Nico, le due protagoniste, siano ventenni proprio in quegli anni. Diciamo che è stato un modo un po’ macchinoso per vivere un periodo che mi affascina profondamente ma che non ho potuto conoscere direttamente perché troppo piccola.

Mi ha incuriosito la foto che si trova sulla copertina del tuo libro, come l’hai scelta?
La vidi in rete, appunto, e mi piacque da subito: la nudità, l’ essere esposta al rigore della vita, le due ali tratteggiate che ben esprimono l’aura di bontà che Emma, l’io narrante, cuce addosso alla sua amata Nico, e poi una sensualità non patinata, ma autentica e sofferta, il senso di mistero provocato dallo sguardo nascosto dai capelli… Dunque la proposi a Stampa Alternativa. Però non sapevamo chi fosse l’autore, quindi stavamo per desistere e ripiegare su un’immagine di Schiele (molto bella e pertinente ma meno “fresca”, originale e inedita), quando finalmente trovai questo artista parigino, Jean-Marie Francius, su Instagram. È stato così che la casa editrice si è accordata con l’autore e ha acquistato questa bella immagine. Ne sono molto felice.

La musica, lo sappiamo bene, è la tua grande passione ma dopo le rock star nel libro ‘Eterni. Vite brevi e romantiche di grandi compositori’ hai rivolto la tua analisi anche alla musica classica. Hai rivelato un tuo lato nascosto che davvero non ci aspettavamo, un po’ meno rock’n roll del solito! Cos’hai scoperto su questi grandi compositori?
Nel libro Eterni (Vololibero) ci sono un’infinità di cose interessanti da scoprire, a partire dal lato più umano di grandissimi compositori (Purcell, Pergolesi, Mozart, Schubert, Bellini, Mendelssohn, Chopin, Bizet, Gershwin, Petrucciani…) che hanno lasciato la vita troppo presto, prima dei quarant’anni. Il loro lascito è tuttavia incalcolabile per la storia della musica. Questo libro è un omaggio, non soltanto a loro ma alla passione, il motore di quanto esiste di più bello in questa nostra fugace permanenza sulla terra.

Per trovare il libro di Elisa Giobbi:

http://www.stampalternativa.it/libri/978-88-6222-611-0/elisa-giobbi/la-rete.html

https://www.amazon.it/rete-Elisa-Giobbi/dp/886222611X

10/04/2018