ROBOTICA E MEDICINA: A PISA SI LAUREA IL PRIMO INGEGNERE BIONICO D’ITALIA

Robotica e medicina: a Pisa si laurea il primo ingegnere bionico d’Italia

Il corso di laurea magistrale è l'unico di questo tipo nel nostro paese e nasce dalla collaborazione fra l’Università di Pisa e la Scuola Sant’Anna

Si è laureato oggi a Pisa il primo ingegnere bionico d’Italia: Francesco Lanotte, classe 1983, ha discusso la tesi sullo sviluppo di un nuovo algoritmo di controllo per un esoscheletro robotizzato per il supporto lombare, ottenendo la laurea magistrale in “Bionics Engineering” con il voto di 110 e lode.

Fra i primi studenti a iscriversi nel 2015 al neonato corso di laurea istituito grazie ad una convenzione fra l’Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant’Anna, Lanotte ha così portato brillantemente a compimento i suoi due anni di studio. A seguirlo nel suo lavoro di tesi sono stati il professore Nicola Vitiello e la ricercatrice Simona Crea, entrambi della Scuola Superiore Sant’Anna, e il professore Giovanni Vozzi dell’Università di Pisa.

Francesco Lanotte, il primo laureato in ingegeria bionica d'Italia
 Francesco Lanotte, il primo laureato in ingegeria bionica d'Italia

“La Bionics Engineering è una nuova frontiera dell'ingegneria biomedica e il nostro corso di laurea è il primo nel suo genere non solo a livello italiano ed europeo ma anche mondiale – spiega il presidente del corso di laurea, professor Luigi Landini – quello che facciamo è integrare la robotica e le tecnologie bioingegneristiche con le scienze della vita, come la medicina e le neuroscienze, per arrivare a sviluppare una nuova generazione di dispositivi biorobotici, biomimetici e sanitari”.

"Noi ci aspettiamo che i nostri ingegneri diventino ‘campioni’ nell’identificare nuovi bisogni dell’uomo ai quali rispondere con nuove tecnologie, con l’obiettivo ultimo di migliorarne la qualità della vita” ha commentato Nicola Vitiello, relatore della tesi di Lanote che era incentrata sullo sviluppo di un esoscheletro per assistere i lavoratori quando sollevano dei pesi. La sua ricerca ha preso spunto dalla sesta indagine europea sulle condizioni di lavoro, che evidenzia la necessità di tecnologie che migliorino le condizioni ergonomiche sul posto di lavoro e riducano quindi il rischio di danni all’apparato muscolo-scheletrico.

13/10/2017