NICOLA GENOVESE: DALL'ISTITUTO MODARTECH ALLO SPORT WEAR DI UPTOBE

di Costanza Baldini
Nicola Genovese: dall'Istituto Modartech allo sport wear di Uptobe

Dopo aver terminato l’Istituto Modartech di Pontedera Nicola Genovese è diventato Responsabile dell’Ufficio Stile per il marchio Uptobe. Ecco la sua storia

Ciao Nicola! Quando è nata la tua passione per il mondo della moda?
Io faccio il designer, lo stilista, disegno look uomo, principalmente improntato sul capospalla. La mia passione è iniziata a 17-18 anni, ma è venuta lavorando. Ho iniziato a lavorare a Viareggio in negozio come commesso. Iniziando a percepire il gusto delle persone ho imparato ad apprezzare i tessuti, i colori. Mi sono appassionato al mondo della moda vendendo alle persone e capendo anticipatamente cosa potevano comprare, capendo così il gusto e le attitudini delle persone nel momento dell’acquisto. È partito tutto in negozio, dopo ho iniziato a studiare per affinarmi e andare oltre a fare il venditore.

Come mai hai deciso di iscriverti all’Istituto Modartech di Pontedera?
Ho fatto una ricerca a 360 gradi sulle scuole di moda. Quello che mi ha colpito del Modartech è stato questo basarsi non solo sulla teoria ma sulla pratica. La prima volta che ho parlato con Alessandro Bertini, il preside della scuola, mi ha messo davanti il progetto del corso e ho visto che associato alla teoria c’era anche molto spazio per la pratica, cioè come si lavora all’interno di un’azienda. Questo mi ha colpito perché permetteva di capire da subito i ritmi della moda e a livello sia stilistico che progettuale, cioè cosa si fa realmente all’interno di un ufficio stile. Questa  è stata la chiave vincente che mi ha fatto scegliere quel tipo di percorso.

Come hai trascorso gli anni di scuola all’Istituto Modartech?
Il corso che ho fatto in Fashion Design è durato circa due anni e comprendeva disegno, studio delle collezioni partendo dal concetto di moodboard, dallo studio dei colori e delle tendenze fino ad arrivare agli sketch e al capo che poi veniva sviluppato tramite cartamodello. Quindi potevi capire come si arriva dal progetto iniziale fatto con lo stilista fino alla fase progettuale – modellistica, vedendo il capo finito esattamente come lo avevi pensato. Le materie principali erano: disegno, moodboard e modelleria tramite Photoshop e Illustrator.

Quando hai finito il corsa cos’è successo?
Ho fatto prima di tutto un tirocinio curricolare molto utile a livello formativo nell’azienda Piero Gazzarrini a Empoli, dove ho avuto la fortuna di lavorare all’interno dell’ufficio prodotto. Lavorare sul total look uomo di Piero Gazzarrini è stata per me un’esperienza molto emozionante. Dopo ho iniziato a inviare curriculum alle aziende e ho avuto la fortuna di incontrare una stilista americana che lavorava a Viareggio e ho lavorato per lei facendo quaderni di tendenza e lavorando come suo assistente-professore all’interno di una scuola di moda.

Come sei arrivato ad Uptobe? Cosa fai adesso?
Lavoro da sei anni come designer e responsabile stile uomo presso Uptobe e faccio capospalla tecnici distribuiti in trecento negozi in Italia e all’estero. È un prodotto medio-alto di derivazione sport wear cittadino, tessuti perforanti,un mix tra il funzionale e il fashion.

Ti piace questo lavoro?
È sempre stata la mia ambizione fare questo lavoro e mi piace molto. La cosa che mi emoziona di più è vedere la mia idea indossata l’anno dopo dalle persone. Questo mi emoziona sempre tanto: quello che pensi e disegni una mattina, poi lo vedi indossato da una persona, è una delle cose più piacevoli che possono esserci in questo lavoro.

Mi sembra che per te sia stato relativamente ‘facile’ trovare lavoro dopo gli studi, un tuo consiglio a un giovane che vuole lavorare nel mondo della moda
Premetto che dodici anni fa era più semplice trovare lavoro, questo è indubbio. Prima di tutto consiglio di non demordere perché il primo impatto è sicuramente molto difficile. Bisogna crederci perché con la passione, con i sacrifici e credendoci, alla fine arrivano i risultati. Sembrerà una banalità, anchio nei primi mesi in cui mandavo curriculum non riuscivo a trovare una collocazione, però credendoci, lavorando tanto anche a casa e avendo passione in quello che fai, alla fine riesci a trovare quello a cui ambisci. Quindi direi che è fondamentale la passione, il crederci e lavorare tanto. Se fai un lavoro che ti piace rendi cento volte di più rispetto a quando fai qualcosa che non ti piace. Dato che si passano otto-nove ore al giorno al lavoro, secondo me è fondamentale fare quello che ti piace, per vivere più serenamente e in maniera migliore anche quando esci dal lavoro.

Per informazioni sull’Istituto Modartech:
http://www.modartech.com/

23/04/2018