LUANA LA CANTASTORIE 'ADOTTATA' DA FIRENZE CHE INCANTA PONTE VECCHIO

di Salvatore Bruno
Luana Primavera, la cantastorie di Ponte Vecchio.

L'artista, fiorentina d'adozione, si racconta a intoscana.it: le sue note e le sue storie nei luoghi che rendono Firenze la città più bella del mondo 

Metti una passeggiata lungo l’Arno. Da lontano si scorge lui, il Ponte Vecchio, e si sente una voce femminile che parla, racconta e canta. Incuriositi ci avviciniamo sullo storico ponte, orgoglio fiorentino e invidiato in tutto il mondo. Scorgiamo una figura esile, con una chitarra e una bandana in testa. E’ Luana Primavera, una dei tanti artisti di strada che rendono ancor più bella la Firenze dei Medici, del Rinascimento e della contemporaneità. Ma ha qualcosa in più. Ci appoggiamo sulla sponda che da Ponte Vecchio guarda verso il Lungarno Torrigiani e ascoltiamo, chiudiamo gli occhi ed ecco scorrere immagini e note di una Firenze di ieri e di oggi. Finita l’esibizione, ci avviciniamo e le chiediamo…

Chi è Luana Primavera?

(risata) … Beh si parte con un una domanda semplice! A giugno faccio 50 anni, ti posso raccontare mezzo secolo? Da dove comincio? … No, scherzo … Semplicemente sono un’artista. Sin da piccina ci ho provato. Sono una ex ballerina, ho vissuto quest’ambiente fin da piccola. Poi ho incontrato il canto con i soliti circuiti: piano bar, orchestra… ho fatto veramente di tutto! E poi ho voluto provarci da sola perchè mi trovo meglio con me stessa (sorride)...

Insomma fondamentalmente sei un’artista…

Quando sono arrivata a Firenze, nel 1998, ho trovato un lavoro fisso. Io vengo da Monza e quindi avevo necessità - vista la convivenza e le spese - di una professione “stabile”. Fino all’anno scorso, per 13 anni, ho lavorato in un forno, facevo la commessa. Poi mi hanno licenziata. Comunque il mio lavoro quotidiano era affiancato da un lavoro artistico che ora non c’è più… Sono un’artista, dai …

Quindi abbiamo un’artista di Monza innamorata di Firenze. Cosa ti ha fatto amare questa città e la Toscana?

Vivo a Molino del Piano, un paese in mezzo alle campagne, ai boschi. Volevo stare in mezzo alla natura. Principalmente mi sono innamorata di questo. Poi qui in Toscana non manca nulla, c'è tutto,  dalla montagna al mare. Io e mio marito volevamo stare in luogo così. Poi è da 7 anni che vivo in contatto con il centro storico. E piano piano mi sono appassionata a Firenze. Ho letto tanto. Sono andata a giro con o senza le guide, a scovare storia e storie di questa bellissima città. Alla fine mi sono fatta un mio piccolo sussidiario con quelle più interessanti e così le rappresento, le racconto in strada con un approccio semplice. Portando la “bellezza fiorentina” alla gente in modo diretto e spiritoso. E’ troppo l’amore che ho per Firenze, ecco perchè ho lasciato prima Monza e poi Milano…

Ascoltandoti - e cogliendo questo amore viscerale per Firenze - più che una cantante o un’artista assomigli a una cantastorie, quei personaggi di una volta che non ti allietano solo per la bella voce o il bel canto ma ti fanno entrare dentro a ciò che raccontano…

Mi sono resa conto, quando ho iniziato al Piazzale Michelangelo, che i turisti italiani che sentivano raccontare storie e aneddoti erano catturati da tutto questo e coinvolti...

Qual era la loro reazione?

“Ah ma io questa cosa la sapevo… - mi dicono - ma ora che tu me l’hai raccontata non me la dimenticherò più” … questa è la reazione tipica alle mie storie su Firenze. E poi molti complimenti. Questi mi generano un’euforia che mi porto addosso per giorni.

Qual è la storia che racconti e rimane maggiormente impressa?

Quando racconto del David (è un'appassionata di Michelangelo n.d.r)  e dei episodi che l’hanno coinvolto sin dalla sua costruzione: quando l’hanno preso a sassate, quando gli hanno rotto il braccio. Una storia che poi finisce in gloria. Meno male che poi l’hanno portato all’Accademia. E infine concludo con una poesia di Michelangelo quando in fin di vita, rendendosi conto che la sua scultura passerà nei secoli, gli dedica delle rime che consacrano la sua opera all’eternità.

E del Calcio Storico?

Eh sì quando parlo di Santa Croce e racconto del Calcio Storico ci sono i ragazzi che si piazzano lì e rimangono a bocca aperta. Un momento glorioso della nostra storia fiorentina, da non dimenticare e tramandare.

Il tuo teatro è la strada: Ponte Vecchio, Piazza Santissima Annunziata, il Piazzale. Questi luoghi cosa ti danno?

Il mio primo grande amore è stato il Piazzale Michelangelo. Quando arrivo al Piazzale e appoggio l’asta e il microfono, sento i polmoni che mi si aprono. Mi giro e vedo questo panorama che mi avvolge. Penso che sia la sensazione che provano tutti, però cantare in quel luogo lì, magico, al tramonto è un vero spettacolo … e via l’applauso della gente che saluta il sole. Poi tu che sei lì e canti, magari le canzoni giuste, ed è un orgasmo... Scusa ma questo va detto… Questo è il luogo di cui sono innamorata.

Qual è la canzone che ti emoziona di più cantare lassù?

“Firenze sogna” cantarla al tramonto non ha eguali.

Molti giovani che intraprendono la via dei talent hanno una bella voce ma a volte manca loro l’anima. E’ la strada che ti dà l’anima?

Venendo dall’ambiente della danza, prima ballando e poi insegnando, si è portati a pensare molto a sè stessi, al tuo corpo e ti chiudi. Invece la strada è diversa. Quando sono arrivata 7 anni fa ero molto introversa. Adesso mi fermo dopo una canzone e vorrei abbracciare tutti. Poi se mi comprano il disco o hanno voglia di dirmi qualcosa, rimango ore e ore lì a chiacchierare e toccarle: dare loro la mano e ringraziarle. Cose che non facevo e che la strada mi ha dato. Sì, l’anima la devi mettere sempre. Non avendo un palco dove la gente viene perché ha pagato il biglietto tu la devi catturare e la devi fermare. E quando lo fai non hai solo cantato bene, hai dato qualcosa in più, l’anima.

Parlavi di un disco, di cosa si tratta?

“Il vestito più bello” è nato con molta fatica. Volevo un oggetto che non fosse il classico dischetto registrato in casa. Quindi ho raggruppato il mio sound che è il world music. Mi piace spaziare dal brasiliano, al francese, fino al bretone e poi il sardo. Ho raggruppato 16 artisti dell’area fiorentina. Ho arrangiato dei brani popolari e li ho resi accessibili a tutti. C’è anche un mio brano appunto “Il vestito più bello”.

Progetti per il futuro?

Questa è una domanda tranello (sorride). A differenza dei fiorentini non sono superstiziosa né scaramantica. Pensa che addirittura mi vesto di viola quando vado a suonare. Comunque i provini continuo a farli, a prescindere, dopotutto sono nata facendo provini da quando avevo 8 anni con quello a La Scala. E più delle volte non sono andati bene… Anzi la maggior parte (sorride) però si fanno. Le porte vanno sempre lasciate aperte. Adesso ho fatto un provino per un programma Mediaset che dovrebbe andare in onda a maggio, giugno che si chiama “The Winner is” e poi vediamo se mi chiameranno, se ci saranno delle selezioni … d’altronde la vita è tutta una selezione! Poi concorsi come quello degli Uffizi. E infine il bando degli artisti di strada che partirà a fine giugno. Tante cose bollono in pentola ...

Ci avviamo verso casa, consapevoli di aver incontrato una di quelle persone che fanno bene al cuore e all’anima. Un piccolo gioiello che rende Firenze ancora più bella… Se avete una una giornata storta cercate, Luana Primavera, per le strade, i ponti, le piazze e i vicoli di Firenze. La sua voce, le sue storie, i suoi aneddoti potranno con semplicità dare una svolta in meglio. Lei è una medicina per l’anima.

18/04/2017

Luana Primavera, una delle sue performance su Ponte Vecchio
Luana Primavera, una delle sue performance su Ponte Vecchio