CHIRURGIA, A SIENA IL PACEMAKER PIÙ PICCOLO AL MONDO (SENZA FILI)

A Siena impiantato su una paziente di 79 anni il pacemaker più piccolo al mondo.

Intervento - per la prima volta - al policlinico Santa Maria alle Scotte, su una paziente di 79 anni. Grazie alla tecnologia wireless è possibile anche il monitoraggio fuori dall'ospedale

L'innovazione al servizio della salute: è il caso di Siena, dove è stato impiantato su una paziente di 79 anni con cardiopatia ischemica cronica, il pacemaker più piccolo del mondo, completamente senza fili. Un intervento con tecnica mini-invasiva del sistema di stimolazione intracardiaco transcatere, effettuato all'UOC Cardiologia Ospedaliera dell'Azienda ospedaliero-universitaria Senese, diretta dal dottor Fabio Furiozzi.

Il pacemaker è poco più grande di una pillola, un decimo della grandezza di un pacemaker convenzionale, mentre il sistema di stimolazione intracardiaco transcatetere è una vera e propria microcapsula, pesa 2 grammi, misura poco più di 2 cm e ha una durata media di 12 anni.

"Si tratta di un sistema di stimolazione cardiaca particolarmente innovativo – spiega Furiozzi -. Grazie a questo intervento, unica opzione terapeutica per la paziente, data l'impossibilità tecnica di procedere ad un impianto tradizionale transvenoso, la donna non sarà più esposta al rischio di bradicardie potenzialmente minacciose per la vita e di sincope".

"Viene impiantato direttamente nella cavità cardiaca ventricolare destra – aggiunge Furiozzi - attraverso la vena femorale e, una volta posizionato, il sistema è ancorato al cuore attraverso piccoli ganci appositamente progettati ed emette impulsi elettrici in grado di regolarizzare il battito cardiaco attraverso un elettrodo posto sul dispositivo. A differenza delle tradizionali procedure – prosegue Furiozzi - non necessita di alcun filo o elettrocatetere di connessione. Inoltre, non richiede incisioni nel torace né la creazione di una tasca sottocutanea in sede prepettorale, eliminando così il rischio di potenziali complicanze, soprattutto infettive, legate alla procedura tradizionale".

"Il decorso post-operatorio prevede una mobilizzazione, dopo circa 12 ore dal termine dell'intervento, ed una dimissione precoce, avvenuta in seconda giornata post-operatoria. Con questo nuovo dispositivo – spiegano i medici che hanno eseguito l'impianto, Valerio Zacà e Claudia Baiocchi - il paziente deve sottoporsi a controlli postoperatori. Tuttavia, grazie alla sua tecnologia wireless, è disponibile un servizio di monitoraggio domestico con un dispositivo GSM che, tutte le notti o in un determinato momento della giornata deciso precedentemente, interroga il pacemaker inviando una notifica allo specialista in caso di malfunzionamenti o eventi clinici di rilievo".

 

 

22/12/2017