VIOLETA BENINI: OSTETRICA ARTIGIANA ‘A DOMICILIO’ IN GIRO PER L’ITALIA

di Costanza Baldini
Violeta Benini: ostetrica artigiana ‘a domicilio’ in giro per l’Italia

Intervista a una giovane professionista che con le sue consulenze ha rivoluzionato il concetto di educazione sessuale

Violeta Benini è un’ostetrica libera professionista e si occupa della salute della donna. Lavora principalmente nelle provincie di Livorno, Pisa, Lucca, Empoli e dintorni tenendo incontri, corsi e consulenze a domicilio. Si occupa di argomenti particolari e non comuni per una normale ostetrica, offrendo anche consulenze online o telefoniche laddove non sia necessaria una visita fisica per accertare lo stato di salute della donna. È esperta di eco mestruazioni tramite coppette mestruali ed assorbenti lavabili, squilibri mestruali che cura con la fitoterapia e l’ascolto di sè. Conduce incontri di accompagnamento alla nascita e nel dopo parto, segue la donna durante la gravidanza e dopo l’arrivo del bambino, durante i delicati momenti dell’allattamento e della introduzione degli alimenti solidi. Si definisce ‘sex expert’  e organizza incontri e percorsi per donne e coppie per liberare la sessualità. Inoltre Violeta viaggia in tutta Italia offrendo corsi di formazione per altre ostetriche. Ecco la nostra intervista.

Come ti è venuta l’idea di avere questo approccio diverso dal solito sull’argomento?
La domanda che mi viene fatta più spesso è ‘Sei un’ostetrica, in quale sala parto lavori?’, ‘No, sono libera professionista’, ‘Ah, allora assisti parti in casa?’. Come mi è venuta l’idea non lo so. Diciamo che è iniziato tutto quando ho fatto un corso sull’utilizzo delle coppette mestruali. Da lì è stato come aprire un vaso di Pandora perché spesso mi chiedevano di parlare oltre che di mestruazioni anche di sessualità. Allora ho iniziato a parlare di pavimento pelvico e ho iniziato a proporre incontri sulla sessualità.

Quali sono i problemi più frequenti o le domande che ti vengono fatte più spesso dalle donne?
Chi si rivolge a me? Chi sta cercando qualcosa che non ha trovato dal ginecologo, per esempio un modo diverso per curare la candida, un anticoncezionale diverso dalla pillola, come ritrovare un equilibrio ormonale, in molti mi contattano per la riabilitazione del pavimento pelvico. Sono tutti argomenti connessi. Spesso mi trovano online e questo fa la differenza.

Una cosa che mi ha incuriosito molto è che fai consulenze anche per i sex-toys, in cosa consistono?
Ci sono milioni di sex toys di forme e materiali diversi in base ai punti che si vuole andare a stimolare. Quindi, se a una persona non piace la penetrazione o la stimolazione diretta sul clitoride invece di comprarne quattro e non trovare quello che piace, con una piccola consulenza e dalle mie domande viene fuori quello che può piacere.

Una cosa che mi fa riflettere guardando il tuo sito è che parli di tante cose diverse, sarebbe molto utile se tutte queste informazioni venissero date anche agli adolescenti. Invece mi sembra che questo tipo di educazione manchi del tutto o quasi dalla scuola italiana, è così?
È parecchio assente, ma le scuole dovrebbero essere disposte a pagare incontri di educazione sessuale. Quello che è importante capire è che non sarebbe tanto necessaria un’educazione sessuale, quanto un’educazione sull’affettività a livello fisico. Attualmente agli adolescenti si parla quasi esclusivamente di prevenzione di malattie o di gravidanza. Non si parla mai del sesso in modo positivo, per esempio non si spiega loro che possono avere un’intimità sessuale soddisfacente anche senza la penetrazione.

Tempo fa il giornale inglese The Guardian ha pubblicato un documentario a puntate che ha avuto molto successo che si intitolava “Vagina Dispatches”, in cui sostanzialmente emergeva che le donne spesso non hanno una buona conoscenza dell’organo sessuale femminile. Non conoscono i nomi delle varie parti della vagina e non sanno spiegarne la sua anatomia. Com’è possibile tutto questo nel 2018 secondo te?
Ci sono più fattori: sociali, culturali, religiosi, tutti radicati nel senso di vergogna e pudore. Le donne vivono con un velo di vergogna, per esempio guardarsi i genitali con lo specchio è una cosa che poche fanno, esplorare come siamo fatte, pochissime lo fanno, è molto difficile. Questo si riflette sull’intimità di una donna, perché non va a scoprire il suo piacere, lo comunica male al partner e si aspetta che sia lui a pensare a tutto. Spesso la donna si pone in modalità passiva, pronta solo a ricevere, io dico ‘a stella marina’. Questo si ripercuote negativamente anche sull’uomo. Ho iniziato da poco a offrire altri tipi di incontri perché mi chiedono sempre tutte la consulenza ‘base’ che consiste in anatomia e fisiologia della donna. C’è bisogno di conoscersi e la ‘scusa’ dell’incontro con un’ostetrica fa fare quel passo in più per non sentirsi giudicate.

Per informazioni:
http://www.violetab.com/
https://www.instagram.com/violetabenini/

08/02/2018