TUTELA CENTRI STORICI, È LA VOLTA DI LUCCA: PATTO CON LA REGIONE

Lucca, patto per la tutela del centro storico.

Stop al proliferare di esercizi legati a somministrazione di alimenti e bevande. Ciuoffo: 'Tutelare l'identità culturale'. Il sindaco Tambellini: 'Prosegue la costruzione della nostra idea di città'

A tutto c'è un limite. E il limite 'Lucca' pare l'abbia raggiunto. Stop dunque - seppur temporaneo - all'apertura di nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande. E' quanto prevede l'intesa che Regione e Comune di Lucca hanno sottoscritto ieri: prevista per tre anni la sospensione nel centro storico dell'insediamento di nuove attività nei settori di commercio alimentare; somministrazione di alimenti e bevande (anche negli home restaurant); produzione, preparazione e/o vendita di prodotti alimentari, a carattere artigianale/industriale, compresa la panificazione.

"Nel giro di due anni, prendendo in considerazione 2014 e 2015 - ha spiegato l'assessore regionale al commercio Stefano Ciuoffo – sono stati aperti 15 nuovi esercizi di questo tipo che vanno ad aggiungersi agli altri già esistenti e che denotano uno sviluppo forse eccessivo, se commisurato all'area ristretta in cui si è verificato. Come in altri centri urbani toscani, pressati da flussi turistici consistenti, si tratta di tutelare l'identità culturale e storico-architettonica di queste aree e prevenire uno sviluppo disordinato e squilibrato creato dall'apertura di nuove attività commerciali".

Giro di vite quindi a Lucca. Il sindaco Alessandro Tambellini e l'assessore alle attività produttive Valentina Mercati precisano che l'atto siglato con la Regione rappresenta un ulteriore tassello per 'la costruzione dell'idea di città che stiamo portando avanti con tutte le energie a disposizione'. 

'Pizzerie, gelaterie e altre tipologie di offerta turistica stanno ormai togliendo spazio a quelle attività tradizionalmente legate alla residenza - proseguono gli amministratori. Prima che anche la nostra città diventi un luna park, dobbiamo recuperare quella cultura della programmazione che, attraverso tutti gli strumenti utili, ci consenta di guidare e non subire i processi urbani ed economici'.

Nello specifico sarà invece consentito, previa acquisizione del titolo abilitativo previsto per legge, l'esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande effettuate negli istituti e luoghi della cultura purché appartengano a soggetti pubblici e siano destinati alla pubblica fruizione.

La somministrazione viene poi consentita, in forma accessoria, nelle stazioni dei mezzi di trasporto pubblico; nelle mense aziendali e negli esercizi di somministrazione annessi ad aziende, amministrazioni, enti e scuole, a patto che venga effettuata nei confronti del personale dipendente, degli studenti e degli ospiti della struttura.

Deroghe anche nel caso in cui la somministrazione sia effettuata senza fini di lucro in favore delle persone alloggiate o ospitate per fini istituzionali da ospedali, case di cura, case per esercizi spirituali, case di riposo, caserme, stabilimenti delle forze dell'ordine, strutture di accoglienza per immigrati o rifugiati.

09/08/2018