CON IL PROGETTO TOSCANO H.B.R.T. I BAMBINI DIVENTANO ‘ADDESTRATORI DI ROBOT’

di Costanza Baldini
Con il progetto toscano H.B.R.T. i bambini diventano ‘addestratori di robot’

Intervista a Daniele D’Arrigo di PaLEoS vincitore del bando europeo OpenMaker

‘H.B.R.T. (How to Be a Robot Trainer)’ è il nome di uno dei progetti toscani che ha vinto la call-for-prototypes indetta dal progetto europeo OpenMaker. Con i 20 mila euro del bando l’ideatore del progetto Daniele D’Arrigo maker e logopedista presso PaLEoS (Projects and Learning Experiences of Science) lavorerà in collaborazione con l’azienda Edison Giocattoli azienda toscana leader mondiale nella produzione e vendita di armi giocattolo, alla prototipazione di un robot di nuova generazione in grado di apprendere in modo ‘naturale’ grazie all’interazione con i bambini. Questo sarà il futuro della ricerca che si basa anche sulle teorie espresse nel libro “The Nature of Code” da Daniel Shiffman in cui si applicano le proprietà evoluzionistiche della natura al software.

Com’è nata l’idea di un robot che ‘impara’ dai bambini?
E’ nata un po’ per una nostra fissazione, perché pur lavorando con la tecnologia non veniamo dal mondo dell’ingegneria e dell’informatica ma veniamo dal mondo delle scienze naturali, della sanità e dell’educazione. Siamo molto attratti dal fenomeni naturali, una parte di quello che facciamo è lavorare con i musei, in particolare nella restituzione dei fossili e cose del genere. In ambito robotico abbiamo sempre cercato di riprodurre qualcosa di naturale nelle esperienze che facciamo con i ragazzi. Ci interessa replicare comportamenti che esistono in natura e nel momento in cui dovevamo progettare un nuovo robot che fosse un po’ più avanti rispetto all’offerta media che c’è nell’ambito della robotica educativa abbiamo pensato di buttarci sul’argomento del machine learning, ossia sull’autoapprendimento del robot in modo automatico, non programmato, in modo da costruire un robot che potesse interagire in maniera naturale. Di solito ai bambini si propongono robot da costruire, assemblare, programmare, ma fanno cose abbastanza semplice come muoversi, lo scopo del gioco è costruire un robot e programmarlo. In questo caso lo scopo del gioco è diverso, lo scopo è interagire e addestrare il robot come se fosse un piccolo essere vivente.

Chi userà questo robot?
Di sicuro i bambini, i ragazzi, il target per fare il debug e un po’ di test di mercato, il partner è un’azienda di giocattoli, direi dalla tarda primaria in su.

Il bambino che cosa imparerà da questa esperienza?
Uno degli scopi della robotica educativa, per come viene proposta nelle scuole o nei piani ministeriali, è quello di stimolare il pensiero computazionale nel ragazzo che significa immaginare un algoritmo che descriva una serie di azioni o procedure. Noi ribaltiamo il ragionamento seguendo anche le nuove pubblicazioni che parlano di ‘Roboetologia’, partiamo dall’osservazione. Il ragazzo deve osservare il robot , interagirci e addestrarlo attraverso la pratica, non programmarlo attraverso le istruzioni esplicite del linguaggio di programmazione. Questo è interessante sia dal punto di vista educativo ma anche dal punto di vista lavorativo perché tutti i robot di nuova generazione che stanno entrando nelle fabbriche, quelli che si chiamano i robot ‘collaborativi’ prevedono un interazione con l’essere umano che passa da azioni naturali. Per esempio accompagnando il braccio meccanico, il robot impara il movimento. I robot nella vita reale si programmeranno sempre di più attraverso l’interazione e non aprendo un computer e scrivendo delle linee di codice.

A che punto è il progetto?
Abbiamo il primo ‘muletto’ che durerà tre mesi, ci serve per testare le prime cose del codice, un po’ grossolane. Poi si passa a lavorare alla versione definitiva del modello. Probabilmente faremo un po’ di prove con i ragazzi tra sei mesi, tra maggio e giugno alla fine della scuola, nei campi estivi, o nei musei. Il progetto dura nove mesi quindi verso a fine ottobre avremo il prototipo definitivo. Il concept grafico è in lavorazione.

Dato che lo costruite in collaborazione con la Edison Giocattoli pensate poi di commercializzarlo?
Il progetto OpenMaker prevede la realizzazione di un prototipo, quindi questa questione non è oggetto del bando. Chiaramente avendo loro come partner questa idea c’è stata posta, altrimenti non avrebbero partecipato, ma di sicuro non entro ottobre.

13/03/2018