REPLY CODE CHALLENGE, VINCE L'UNIVERSITÀ DI PISA

Reply code Challenge, vince un team dell'università di Pisa.

Un team del dipartimento di informatica dell'ateneo si è aggiudicato la sfida dedicata al 'coding', organizzata da un'azienda italiana specializzata in innovazione tecnologica

La Toscana trionfa alla Reply Code Challenge, la sfida dedicata al coding a squadre organizzata da Reply Spa, azienda italiana che si occupa di innovazione tecnologica. Sul podio il team Hasheti del dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa che ha ottenuto la palma del migliore sbaragliando oltre 1200 concorrenti, di cui il 30% provenienti da fuori Italia. La gara, organizzata nello stile di altre competizioni famose come la Google Hashcode Challenge, è la prima di questo tipo promossa da una grande azienda italiana.

I membri del team – i dottorandi in Informatica Luca Versari, Daniele De Sensi e Alessio Conte e lo studente magistrale in Informatica Gaspare Ferraro – sono stati invitati presso la sede di Torino a ritirare il riconoscimento.

«Questo risultato conferma l’alta qualità dei nostri studenti dottorali e magistrali in Informatica – commenta il professor Paolo Ferragina, coordinatore del dottorato di ricerca in Informatica – Oltre a un’alta preparazione scientifica, i nostri ragazzi dimostrano di possedere anche indubbie capacità progettuali e di realizzazione di prodotti innovativi».

Le squadre iscritte alla competizione avevano il compito di risolvere un problema rilasciato lo scorso 15 marzo. Ogni squadra poteva sottomettere più di una soluzione e utilizzare il linguaggio di programmazione preferito. Il problema che i coders partecipanti dovevano risolvere era nell’ambito del cloud computing e veniva richiesto di trovare il miglior mix di provider per massimizzare l’efficienza di un progetto in cloud.

La squadra dell’Università di Pisa ha vinto realizzando un algoritmo che tentava di soddisfare i progetti, uno a uno, partendo da quelli più semplici, e acquistando ogni volta i pacchetti ritenuti migliori. I pacchetti venivano valutati su vari parametri, alcuni per massimizzare i punti generati da ogni pacchetto, altri per ridurre l'assegnamento risorse superflue a progetti.

17/04/2018