BUFFONI, VILLANI E GIOCATORI ALLA CORTE DEI MEDICI IN MOSTRA A PALAZZO PITTI

Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici

Fino all'11 settembre a Firenze esposte le scene di pittura di genere che svelano gli aspetti comici della vita sociale di corte

Buffoni, contadini grotteschi, nani, saltimbanchi e praticanti di giochi sia leciti che illeciti questi curiosi personaggi sono i protagonisti della mostra ospitata nell’Andito degli Angioini a Palazzo Pitti a Firenze. L’esposizione è un viaggio tra alcuni dei più bizzarri e inaspettati soggetti figurativi ricorrenti nelle collezioni medicee. Si tratta di scene cosiddette ‘di genere’, un universo figurativo che permetteva di illustrare, spesso anche con intenti morali o didascalici, diversi aspetti comici della vita sociale e di corte, quei temi ritenuti, cioè, altrimenti bassi e privi di decoro, indegni di una pittura alta, di soggetto sacro, mitologico o storico.

Le opere selezionate, circa una trentina, provengono per la massima parte dai depositi della Galleria Palatina e dalla Galleria delle Statue e delle Pitture. Un campionario variopinto, quanto inaspettato, di personaggi della corte medicea, incarna l’ambivalente mondo della buffoneria, della rusticitas e del gioco. Sono spesso personaggi che erano incaricati dell’intrattenimento e lo svago dei signori, antidoto alla noia sempre in agguato tra le maglie del rigido cerimoniale spagnolesco.

La comicità di questi soggetti, non esente nel profondo anche da risvolti drammatici o almeno malinconici, si declina nei buffoni di professione, qui rappresentati nei tre tipi: della parola, abilissimi nelle acrobazie verbali e nelle improvvisazioni di spirito, del fisico cioè l’anomalia degli acondroplasici e dei deformi e, infine, della devianza mentale come il Meo Matto di Giusto Suttermans.

“Considerati alla stregua di giocattoli viventi, di meraviglie della natura degne di una Wunderkammer, ma anche accorti consiglieri dotati di speciali licenze rispetto all’etichetta della corte, questi buffoni, nani, giocolieri spuntano dai documenti d’archivio con un’identità definita: vengono infatti ricordati per imprese (e talvolta misfatti) che li inseriscono come persone reali nella vita della corte, la cui biografia può esser tratteggiata con sapidi dettagli, e di molti si può chiarire l’alto spessore umano e culturale. La posizione dei buffoni, a metà strada tra il divertimento e la coscienza parlante  del signore, li eleva  a protagonisti di un’arte giocosa e bizzarra, che permette anche all’artista felicissime libertà espressive: e valgano da esempio i ritratti del nano Morgante di Bronzino e Valerio Cioli, i caramogi nelle Stagioni di Faustino Bocchi, il Meo Matto di Suttermans e tanti altri presenti in questa mostra, oltre alle figure silvane e occupate in strane attività che spuntano inaspettate tra le siepi del Giardino di Boboli.” Ha dichiarato il Direttore degli Uffizi Eike Schmidt.

A corredo della mostra è stato predisposto un itinerario nel Giardino di Boboli dove tutti questi personaggi, villani, contadini e nani, giocatori e caramogi si animano, pur pietrificati, e si nascondono nei boschetti e nelle radure come sfuggiti dall’universo pittorico che li ha creati, ad attendere i visitatori con calembour figurativi e comicissime espressioni.

Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici
Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici

Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici
Firenze, Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti
Dal 19 maggio all'11 settembre 2016

19/05/2016