MIGLIAIA DI PRESENZE AL FREGIO IN POCHI MESI

di Saverio Melegari
Visite al Fregio di Pistoia concluse

Le visite ai cantieri del restauro si sono rivelate un evento d’arte straordinario per Pistoia

7500 visitatori da tutto il mondo hanno ammirato il Fregio Robbiano dell’Ospedale del Ceppo. Si sono concluse martedì 13 ottobre le visite guidate al restauro del capolavoro del rinascimento ed è tempo di fare bilanci.

Il ciclo di visite si è sicuramente rivelato un enorme successo per la città di Pistoia, la cui estate turistica ha segnato un sorprendente segno positivo, con 30.000 presenzeregistrate nei mesi di luglio e agosto. Finalmente Pistoia ha avuto modo di mostrare ad un pubblico nazionale e internazionale le sue eccellenze, e la sua capacità di diventare a tutti gli effetti meta turistica di rilievo. I numeri più che esaltanti sono un risultato straordinario per il nostro territorio, che raramente, purtroppo, ha potuto godere di mostre di arte con un simile successo di pubblico.

Il Fregio in terracotta invetriata che adorna la facciata dell’Ospedale antico è nel mondo uno dei simboli del Rinascimento italiano, tanto da essere stato riprodotto sia al Museo Puskin Di Mosca sia al Victoria and Albert Museum di Londra. Un’opera che, solitamente, la si può essere ammirare soltanto dal basso, da Piazza Giovanni XXIII, ma che grazie alle impalcature posizionate di fronte alla facciata per consentire il restauro è stata resa accessibile a migliaia di turisti italiani e stranieri, ma anche a tantissimi pistoiesi.

Il numero crescente di richieste ha portato la Soprintendenza e l’IRSA a posticipare la chiusura dal 30 luglio al 31 agosto e poi ad un’ulteriore apertura dal 18 settembre al 13 ottobre, che ha visto moltissime scuole pistoiesi e non solo approfittare di questa possibilità.

Fondamentale per il successo dell’iniziativa è stata la sinergia tra pubblico e privato: IRSA, vincitrice dell’appalto di gara, Soprintendenza per i Beni artistici e il Paesaggio,Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e PesciaConad e Giorgio Tesi Group, che ha fatto parte del progetto come media partner grazie alla campagna di comunicazione curata dalla rivista NATURART e dal portale web www.discoverpistoia.it.

NATURART ha dedicato la copertina del n.18 al Fregio, ha organizzato un ciclo di visite e ha inviato più di 6.000 copie all’estero ai contatti del magazine. Discover Pistoia si è invece occupato della comunicazione sul web, attraverso articoli, approfondimenti, post sui social e tramite il coordinamento con Fondazione Sistema Toscana, l’organo ufficiale della regione per la gestione dei siti e dei profili social che raccontano quotidianamente il nostro bellissimo territorio.

«La proroga delle visite guidate dal 18 settembre al 13 ottobre – dice IRSA, Istituto di Ricerche Storiche ed Archeologiche di Pistoia che aveva vinto la gara di appalto per le visite – è stata possibile grazie al fondamentale contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato e Istituto di Ricerche Storiche e Archeologiche che hanno sostenuto le spese per mantenere ancora per un mese il ponteggio così da poter proseguire con le visite guidate. In questo ulteriore mese di apertura circa 2500 persone hanno ammirato da vicino il capolavoro di Santi Buglioni accompagnati sempre dalla spiegazione delle guide turistiche della provincia di Pistoia. Tantissimi i pistoiesi, soprattutto studenti delle scuole della Provincia, venuti in visita proprio grazie a questo mese di proroga. Visto il successo ottenuto sarebbe auspicabile che il fregio potesse essere periodicamente visibile da vicino, magari mediante un ponteggio più semplice».

«Siamo felici ed onorati di essere stati media partner dell’evento culturale dell’anno a Pistoia – dice Fabio Fondatori, direttore responsabile di Discover Pistoia – Questa esperienza è senz’altro un fiore all’occhiello nel lavoro di ri-scoperta e promozione in tutto il mondo delle bellezze del territorio pistoiese che Naturart e Discover Pistoia stanno generando da anni».

«Questa iniziativa – sottolinea l'assessore al turismo del Comune di Pistoia Tina Nuti – si è rivelata un’importante opportunità per la città e per i turisti che l'Amministrazione ha saputo cogliere in stretta collaborazione con tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel progetto. Ognuno di loro ha offerto la massima collaborazione affinché questa occasione diventasse una vera immersione nella storia e nella bellezza della città. Il Comune, attraverso una selezione pubblica, ha individuato il soggetto che ha gestito le visite garantendo personale professionale altamente specializzato, apprezzato da tutti i visitatori».

«Le visite hanno consentito a tante persone di ammirare da vicino una delle parti monumentali più significative di Pistoia – spiega l’Asl 3 di Pistoia - e in particolare l'iniziativa è stata positiva per le nuove generazioni che hanno anche potuto scoprire come si è evoluta nei secoli la cura e l’assistenza ai malati. L'azienda è quindi soddisfatta per aver contribuito alla realizzazione del percorso didattico-espositivo che ha richiamato interesse e restituito alla città una parte importante della sua storia».

«Quando abbiamo iniziato a definire il progetto di restauro del fregio ceramico, in collaborazione prima con Paolo Calastrini e poi con Fabrizio D'Arrigo dell'Azienda Usl 3 di Pistoia – affermano Maria Cristina Masdea e Valerio Tesi della Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio di Firenze – abbiamo pensato che il cantiere di lavoro fosse un'occasione unica per avvicinare a questo capolavoro della plastica rinascimentale il maggior numero possibile di visitatori. Abbiamo cioè voluto condividere con le tantissime persone che sono salite sui ponteggi l'emozione di poter toccare con gli occhi e di poter cogliere tutti i più minuti dettagli della bellezza che connota le figurazioni di Santi Buglioni, la perfezione tecnica di Giovanni Della Robbia e la preziosità plastica di Benedetto Buglioni. E come sempre succede alla fine di un restauro, è con dispiacere che scendiamo dai ponteggi e ci allontaniamo da tutte quelle figure, scene, volti e dettagli, che ora consegniamo alla più consueta vista a distanza. Ma siamo certi che questa iniziativa ha contribuito a far conoscere un po’ di più questa splendida opera d'arte».

21/10/2015