L'ARTE VA AL MARE: CINQUE MUSEI DELLA COSTA TOSCANA DA NON PERDERE

di Costanza Baldini
Casa Museo Ugo Guidi

Dal GAMC di Viareggio al MAGMA di Follonica viaggio in alcuni dei musei forse meno noti della Toscana

Chi l’ha detto che anche al mare tra una partita a beach volley, un gelato e un tuffo tra le onde non ci si possa riservare un pomeriggio diverso visitando uno dei tanti musei della costa. Noi ne abbiamo scelti cinque per voi.

La Galleria Comunale di Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio (GAMC) è allestita nello storico Palazzo delle Muse in piazza Mazzini. La collezione attualmente si compone di oltre 3000 opere di circa 750 artisti protagonisti dell’arte del XX secolo. C’è anche una significativa presenza di autori del luogo o che hanno avuto legami con questa terra e di opere che hanno come soggetto i paesaggi locali. Inoltre la GAMC possiede la più importante raccolta pubblica di opere dell’artista Lorenzo Viani, originale esponente dell’Espressionismo europeo. (Per informazioni: http://www.gamc.it/)

Il Museo Civico Giovanni Fattori ha sede nella prestigiosa Villa Mimbelli (in via San Jacopo In Acquaviva a Livorno) una residenza privata ottocentesca divenuta sede museale dal 1994, dopo un lungo intervento di restauro. La collezione del museo comprende arte livornese e toscana con esponenti della scuola dei Macchiaioli e dei Postmacchiaioli.  Il piano terra ed il primo piano della Villa mantengono inalterato lo stile ottocentesco con decorazioni, arredamenti e tendaggi. In questi due piani sono esposti le opere di artisti livornesi come Enrico Pollastrini, Guglielmo Micheli, Ulvi Liegi, Oscar Ghiglia, Giovanni Bartolena e Mario Puccini. Il Museo vero e proprio si sviluppa principalmente al secondo piano con i grandi quadri di Giovanni Fattori e di altri esponenti della corrente dei Macchiaioli (Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Giovanni Boldini ed altri). Altre sale sono dedicate ai post-macchiaioli (Eugenio Cecconi, Vittorio Corcos, etc.) e i divisionisti (Benvenuto Benvenuti e Plinio Nomellini). (Per informazioni: http://pegaso.comune.livorno.it/fattori/index.php)

Ospitato nei restaurati spazi del Forno San Ferdinando, l’edificio più antico della città, il MAGMA Museo delle Arti in Ghisa della Maremma di Follonica è una scatola magica dove muri secolari convivono con moderne tecnologie multimediali. Un viaggio virtuale nel tempo e nello spazio alla scoperta della culla della siderurgia italiana, in uno straordinario monumento di archeologia industriale. Il MAGMA nasce infatti dalla volontà di raccontare la storia tecnologica, artistica e umana dello stabilimento siderurgico di Follonica nel momento massimo della sua produzione. Per buona parte dell’800, l’edificio che ospita il museo ha funzionato come un modernissimo forno fusorio per la produzione della ghisa: il San Ferdinando. Il nuovo allestimento interattivo e multimediale ha ridato vita al vecchio forno, con un percorso espositivo che si snoda in tre grandi sezioni attraverso documenti e testimonianze, filmati e ricostruzioni. (Per informazioni: http://www.magmafollonica.it/)

Nel 2005 la casa -atelier dello scultore Ugo Guidi in via Matteo Civitali, 33 a Forte dei marmi è stata inserita all’interno del programma “Case della Memoria” della Regione Toscana. Il museo è stato allestito in quella che fu l'abitazione di uno dei massimi scultori del Novecento, appunto Ugo Guidi. La casa era frequentata dalle massime personalità della cultura del suo tempo come Alfonso Gatto, Achille Funi, Ottone Rosai, Antonio Bueno e oggi vi si trova esposta una parte importante della produzione dell'artista. (Per informazioni: http://www.ugoguidi.it)

Dal 4 maggio 1814 al 26 febbraio 1815 Napoleone Bonaparte risiedette sull’Isola d’Elba costretto all’esilio dopo l’abdicazione e il trattato di Fontainebleau e prima dei “Cento giorni”. Un storia raccontata anche dal film “N - Io e Napoleone” da Paolo Virzì con Daniel Auteuil, Monica Bellucci e Elio Germano. Nella sua residenza a Portoferraio, la cosiddetta Palazzina dei Mulini, Napoleone tentò in breve tempo di ricreare, in formato ridotto, l’atmosfera di una corte che lo aveva sempre accompagnato, auspice anche il soggiorno della madre e della sorella Paolina. La palazzina si è oggi trasformata nel “Museo Nazionale Delle Residenze Napoleoniche” dove si conservano cimeli, arredi e mobili dell’epoca e parte dell’interessante biblioteca condotta con sé dall’imperatore e poi da lui donata alla Comunità di Portoferraio. 

19/06/2017