200 MIGRANTI RIPULISCONO ARNO, SIEVE ED OMBRONE

200 migranti ripuliranno gli argini di Arno, Sieve ed Ombrone, il progetto di formazione potrebbe presto allargarsi anche alla Via Francigena.

L'accoglienza passa anche dal sentirsi parte della società: ecco come si formano i "migranti bonificatori". Bugli: "Potremmo estendere in fuuro questa esperienza anche alla Francigena"

di Redazione

Puliranno gli argini dell'Arno ma anche della Sieve, dell'Ombrone Pistoiese o di zone di alto pregio ambientale come le oasi del Bottaccio, di Tanali o del Lago della Gherardesca, tra Bientina e Capannori: sono circa 200 i giovani richiedenti asilo che si impegneranno da fine giugno nella "bonifica" di alcuni corsi d'acqua della Toscana, raccogliendo rifiuti senza l'ausilio di mezzi meccanici. Un lavoro che li vedrà impegnati per tutta l'estate, fino al mese di ottobre. 

Un'occasione anche di formazione, oltre che di integrazione nella società, che arriva dal progetto "Migranti bonificatori", nato su impulso della Regione Toscana e che coinvolge i quattro i consorzi di bonifica del bacino del grande fiume toscano (Arezzo, Firenze, Pisa e Lucca), coordinati dal Consorzio 3 del Medio Valdarno che ha gestito l'esperienza pilota dello scorso anno. I volontari riceveranno - alla fine della propria esperienza - un attestato di formazione professionale che potranno spendere nel mondo del lavoro e saranno affiancati durante tutto il percorso (che prevede anche corsi in aula), da tecnici professionisti e dai migranti che hanno partecipato alla scorsa edizione del progetto che ha coinvolto le zone di Firenze, Pistoia e Lucca

"Coinvolgere questi ragazzi per la cura di spazi che appartengono alle comunità che li vivono  aiuta la coesione sociale e l'integrazione. Fa bene a loro e a tutti"  - ha spiegato l'assessore regionale all'immigrazione Vittorio Bugli. I giovani - in gran parte provenienti dall'Africa sub sahariana e dall'Asia -  riceveranno anche nozioni su sicurezza sul lavoro, raccolta e differenziazione dei rifiuti, seguendo un'adeguata fomazione curata dall'agenzia Chiantiform. 

Intanto Bugli ha lanciato anche l'ipotesi di estendere in futuro il progetto non solo a fiumi ed aree naturalistiche ma anche a percorsi storici, come quello della Via Francigena oppure ad alcune piste ciclabili. Secondo l'assessore quella che oggi è inquadrata come "attività volontaria" potrebbe, un domani, essere l'avio di "un possibile percorso lavorativo". 

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05/06/2017