TURISMO LENTO IN TOSCANA, LA MAPPA DEGLI ITINERARI

di Giulia Rafanelli

Il dipartimento GESAAF dell'Università di Firenze ha mappato i cammini e gli itinerari presenti sul nostro territorio. Dalla prossima settimana Muoversi in Toscana dedicherà un approfondimento ad ognuno

Cammini e itinerari non sono la stessa cosa, eh già: per gli addetti ai lavori, infatti, i cammini, sono da intendersi tutti quei percorsi legati alla storia e strettamente motivati dalla meta da raggiungere (spesso di natura religiosa o spirituale) mentre gli itinerari sono percorsi che uniscono più luoghi: i luoghi di Dante, i luoghi degli Etruschi, per esempio.

In generale però (e la direttiva con cui il Mibact ha eletto il 2016 l’anno dei cammini lo conferma) si parla di cammini intendendo tutti gli itinerari che hanno come finalità la valorizzazione del patrimonio storico, culturale, artistico, religioso e sociale. E in Toscana sono tanti: ben 37 stando alla mappatura redatta, su richiesta della Regione Toscana, dal Dipartimento GESAAF dell’Università di Firenze, ai quali si aggiunge la GTE, la grande traversata elbana, itinerario principale attraverso l'isola.

 A partire dalla prossima settimana, sulla pagina Facebook di Muoversi in Toscana e sul nostro account Twitter (@Muoversintoscan) dedicheremo un approfondimento a ciascuno di questi percorsi, itinerari e cammini che siano.

Sentieri di grande fascino che attraversano tutta la Regine collegandola con le altre regioni d’Italia e non solo.

Il turismo lento, soprattutto in Toscana sta diventando sempre di più un volano di crescita turistica ed economica, questo perchè sempre più persone, di qualsiasi età, scelgono vacanze “slow” alla riscoperta della viabilità storica, del contatto con la natura, di una mobilità green e sostenibile.

Qualche dato: solo nel 2016 “La Via degli Dei”, percorso di trekking che collega Bologna a Firenze, è stata percorsa da 6500 visitatori (+1500 rispetto al 2015). Nel periodo 2000-2015 la via Francigena è risultata una delle aree a maggior espansione turistica in termini di presenze. A tanta attrattiva, la Toscana ha risposto puntando sulla ricettività con convenzioni per i pellegrini, incrementando la copertura wi fi, digitalizzando il percorso, migliorando l’ospitalità anche avendo come obiettivo la candidatura ufficiale dell’antica via dei pellegrini a patrimonio dell’Umanità concretizzatasi lo scorso 4 marzo a San Miniato con la firma del Protocollo da parte di ben sette regioni italiane (Toscana, Lazio, Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Valle D'Aosta).

“La Regione Toscana ha rappresentato e rappresenta tutt’ora una “terra di mezzo”, un crocevia di percorsi che si sono succeduti nella storia e che oggi rappresentano un patrimonio culturale di grande valore a cui appoggiarsi per la creazione di un prodotto unico nel suo genere” – così Gianluca Bambi del Dipartimento che ha individuato i 37 itinerari e cammini della nostra regione (di interesse sia nazionale che territoriale): dalla Lunigiana alla Garfagnana attraverso la via del Volto Santo; partendo da Livorno lungo il cammino di Santa Giulia; passando da Arezzo con la via Romea Germanica e da Grosseto con la via dei Cavalleggeri. E se la via degli Etruschi che partendo da Artimino collega la Toscana e l’Emilia Romagna è nota un po’ a tutti, probabilmente, per alcuni l’itinerario Vetta-Mare è ancora poco noto: 151 chilometri che collegano l’Amiata a Porto Ercole (per questo “Vetta-Mare”).

Dalla prossima settimana ve li presenteremo uno ad uno: seguiteci sia su Facebook che su Twitter con l’hashtag #turismolentoTOS 

07/04/2017