UNA VALDINIEVOLE SPORTIVA DI NATURA UN MOTO CONTINUO DI POSSIBILITÀ

di Dario Cafiero
Una Valdinievole sportiva di natura Un moto continuo di possibilità

Tra i tour della Borsa del Turismo Sportivo di Montecatini, un'escursione tra ville, castelli e padule, tutte unite dal .. movimento

Un lembo di terra delimitato a nord ed a sud dalle due arterie stradali che collegano la costa tirrenica a Firenze. La Valdinievole ha accolto con un cielo plumbeo i buyer arrivati a Montecatini per la 24esima edizione della Borsa del Turismo Sportivo, e che dopo la giornata seminaristica di venerdì 7, hanno percorso le colline che delimitano la valle che dalla città termale si allunga per Lamporecchio, Larciano e fino al Padule di Fucecchio.

Un tour che, prima di inerpicarsi verso la seicentesca Villa Rospigliosi, ha fatto una sosta culinaria nel cuore di Lamporecchio, per conoscere i sapori del brigidino, dolce descritto già al termine del XIX secolo da Pellegrino Artusi nel suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”. Subito dopo la ripartenza, alla volta della villa voluta Papa Clemente IX, nato Giulio Rospigliosi, ed ideata da uno dei più famosi artisti del Barocco italiano, quel Gian Lorenzo Bernini già autore del Colonnato di San Pietro a Roma. Ma proprio Giulio Rospigliosi non riuscì mai a veder completata la sua ‘creatura’, morendo proprio nel 1669, anno in cui presero il via i lavori alla dimora e che – dopo esser stata gestita dalla famiglia fino alla metà del ‘900 – oggi ospita eventi collocandosi nell’élite delle dimore toscane.

Ma l’ascesa al San Baronto prosegue, fin sulla vetta, meta di pellegrini, per lo più a due ruote. Quella del pellegrino è anche la vicenda umana del patrono dei ciclisti, un monaco di origine francese che scelse questa altura sulla sommità del Montalbano per trascorrere l’ultima parte della sua vita eremitica. La chiesa – bombardata durante la seconda guerra mondiale e completamente ricostruita – accoglie infatti i resti di San Baronto ed al suo esterno un monumento dedicato a chi arriva fin su in cima ai 7 kilometri di strada percorsi anche dai ciclisti che parteciparono alla competizione iridata di Firenze 2013.

Poi giù in picchiata per arrivare a Larciano Castello, dove svetta la dimora eretta dai Conti Guidi, con la torre di avvistamento alta 36 metri, che permetteva un controllo sui confini meridionali del territorio pistoiese oltre che ad un panorama su tutta la Valdinievole, divisa tra i Comuni di Lucca e di Pistoia fin dal XIII secolo.

Infine, come in tutti i tour ciclistici, un po’ di pianura per rifiatare e per ammirare la variegata natura ospitata dal Padule di Fucecchio, prima area umida interna d’Italia. Un panorama, quello odierno, che però è mutato più volte nel corso della storia: prima i Medicei poi i Lorena, intervennero più volte sull’area alzando – per favorirne l’aspetto marittimo/fluviale di trasporto merci verso l’Arno ed il porto di Livorno – o abbassando – per sfruttare in colture le aree sommerse – il livello delle acque del Padule. Oggi, che rappresenta una delle più estese casse d’espansione dell’Arno, è una meta che oltre ai visitatori ‘umani’ accoglie nei mesi primaverili oltre 200 specie di uccelli che ‘sostano’ nel Padule per riposarsi dai lunghi voli migratori tra la costa tirrenica e l’interno.

 

 

Foto di Dario Cafiero e Discover Pistoia

10/10/2016

Padule di Fucecchio - barchini (by Dario Cafiero)
Padule di Fucecchio - barchini (by Dario Cafiero)