Ciclovia dell'Arno: mette d'accordo turisti e istituzioni

di Giulia Rafanelli

Il tracciato sarà percorribile entro il 2021. Tutto è iniziato nel 2014 con l'inserimento della ciclopista nel Priim: da allora sono arrivati finanziamenti e progettualità 

La Ciclovia dell’Arno, l’itinerario ciclabile che nasce dal Monte Falterona e arriva all’Arno attraversando cinque province, è stata protagonista della giornata dedicata alla mobilità ciclistica regionale dal titolo “Muoversi in bicicletta” che si è tenuto il 15 ottobre al Tuscany Hall di Firenze. 

Asse portante del sistema della rete ciclabile della Toscana, la Ciclovia dell'Arno, nel 2014 fu inserita dalla Regione Toscana nel piano regionale integrato infrastrutture e mobilità (PRIIM), passaggio fondamentale affinché potesse trasformarsi presto in realtà.

Il tracciato sarà completamente percorribile entro il 2021, ad oggi si può pedalare su quasi il 46 per cento dell’intero sistema integrato (la Ciclovia dell’Arno si compone anche del Sentiero della Bonifica), l’8% è in fase di realizzazione e per il restante 46% è stata avviata la progettazione da parte degli enti locali, secondo quanto previsto da accordi specifici sottoscritti da Regione e Enti territorialmente competenti.

"Dal 2014 ad oggi – ha detto l’assessore alla Mobilità della Regione Toscana, Vincenzo Ceccarelli, nella relazione che ha aperto il convegno dedicato alla Ciclovia - la Regione ha messo a bilancio oltre 60 milioni di euro per interventi sulla mobilità ciclabile sull'intero territorio regionale, promuovendo investimenti complessivi per quasi 90 milioni di euro, grazie alle compartecipazioni degli enti coinvolti.  Stiamo lavorando – ha aggiunto - sia per creare le condizioni affinché i Comuni possano portare avanti i loro interventi nell'ambito di un programma chiaro e ben definito, sia per sostenere la manutenzione lungo le ciclovie via via che vengono costruite, in modo che il sistema ciclabile realizzato resti sempre efficiente".

Un manubrio, una sella, due ruote. Potrebbero essere sufficienti questi pochi elementi per capire immediatamente di cosa si sta parlando. Si certo, ma quando si parla di bicicletta oggi non si può prescindere dal raccontare la passione e il mondo che ruotano attorno a quelle ruote con manubrio che in certi luoghi d’Italia ha assunto un valore sociale. Nella Provincia autonoma di Trento, ad esempio, è stato istituito un ufficio ad hoc, che, tra le altre cose, ha reinserito alcune persone espulse dal mercato del lavoro nella manutenzione delle piste ciclabili. 

Oltre a tutto ciò c’è l’indotto, turistico ed economico, che il cicloturismo riesce ad attivare e che è cresciuto di oltre il 40% negli ultimi anni, tanto che per qualcuno è necessario iniziare a parlare di cicloturismi al plurale per indicare le varie esperienze di turismo legate alle due ruote che vanno da uno a più giorni di vacanza lenta.

In Italia, nel 2018 si sono registrati 77,6 milioni di presenze di cicloturisti, pari all’8,4% dell’intero movimento turistico nazionale.

I turisti IN bicicletta, turisti per i quali la principale motivazione della vacanza è proprio il viaggio in bicicletta, sono stati stimati in circa 1,9 milioni e hanno generato quasi 22 milioni di presenze. La spesa turistica è stata il 9,1% di quella globale legata al turismo.

16/10/2019