Partita la 3° migrazione dell'Ibis eremita verso l'Oasi di Orbetello

È la terza migrazione guidata dall'uomo per la reintroduzione in natura di una specie quasi estinta, due deltaplani partiti da Salisburgo guidano 26 giovani Ibis

È partita dal campo di addestramento di Camp Brunn a Salisburgo la III migrazione guidata dall'uomo per la reintroduzione in natura dell'Ibis eremita. Lo ha annunciato Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano del progetto cofinanziato dall'Ue "Reason for hope", condotto dal gruppo di ricercatori austriaci del Waldrappteam.

Anche quest'anno le 'mamme adottive' precedono a bordo di due deltaplani a motore ventisei giovani Ibis: in vista dell'inverno, Anne-Gabriela Schmalstieg e Corinna Esterer stanno conducendo gli uccelli verso l'Oasi di Orbetello, affinchè questi possano memorizzare la rotta di migrazione e tornare autonomamente in Austria con le temperature miti della prossima primavera.

"Entreranno in Italia fra qualche giorno volando sul Passo di Vizze, per scendere verso Belluno, tenersi ad oriente e attraversare gli Appennini in Umbria - continua Avesani Zaborra - ma molto dipende dalle temperature e dalle condizioni meteorologiche". L'obiettivo del progetto prevede 120 Ibis eremita in grado di migrare autonomamente entro il 2019. Fino ad allora avverrà una migrazione guidata dall'uomo ogni anno. Estinti in Europa da 400 anni a causa della pressione venatoria, gli Ibis eremita non hanno più nessun esemplare adulto selvatico dal quale poter apprendere la rotta di migrazione: interviene dunque l'uomo, a tentare di riparare al danno commesso.

In questa terza edizione del volo guidato sono previste due novità: "sperimenteremo un nuovo passaggio al valico delle Alpi" spiega Johannes Fritz, capo-progetto del Waldrappteam precisando che "saliremo a 3mila metri di quota per sfruttare le correnti ascensionali favorevoli, è un'idea che ci ha dato un esemplare temerario dello scorso anno". L'altra novità riguarda il monitoraggio dello stato di salute degli esemplari: "Dopo due voli lunghi - continua Fritz - abbiamo pianificato il prelievo di sangue di alcuni uccelli, al fine di ottenere una migliore comprensione della regolazione fisiologica e ormonale dei voli di migrazione. I dati sono raccolti in collaborazione con diverse università in Austria, Germania e Svizzera".

La più grande minaccia che grava sulla reintroduzione nei cieli d'Europa degli Ibis eremita è il bracconaggio, spiega il Parco Natura Viva di Bussolengo ricordando che tra il 2002 e il 2013 il Waldrappteam ha perso circa il 70% degli Ibis reintrodotti. Esemplare è la storia di Goja, mamma esperta abbattuta nei pressi di San Vincenzo (Livorno) insieme a suo figlio Jedi, mentre era in procinto di concludere il proprio viaggio autonomo verso Orbetello. L'allarme scatta agli inizi di settembre, all'apertura della stagione venatoria: in quel momento, Orbetello è la casa di molti Ibis eremita.

20/08/2016