Armando Punzo, il teatro in carcere e i suoi 30 anni di Fortezza

Debutto con Borges a Volterra, poi al via la tournée di 'Beatitudo'. Ora l'attore e regista vede avvicinarsi il suo sogno: costituire un vero teatro all'interno del carcere aperto a reclusi e al pubblico

«Sono 30 anni che mi misuro in un rapporto quotidiano con la durezza di questo luogo, quindi deve essere stato un mio bisogno personale» spiega Armando Punzo. È creatore, animatore e regista della Compagnia della Fortezza, che lavora dentro il carcere di Volterra. «Ma assieme c'era la necessità di riuscire a misurare la possibilità e la forza di una realtà altra che si contrapponesse a specchio a quella del carcere e, in questo senso, l'approdo al mondo e ai personaggi di Borges è naturale e significativo alla scadenza di questo importante compleanno».

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Lo si festeggia col nuovo spettacolo intitolato "Beatitudo", presentato da questa sera al 26 luglio tra le stanze, i corridoi e il grande cortile del carcere all'interno della Fortezza Medicea. Il 29 luglio poi sarà al Persio Flacco di Volterra nella sua versione «diversa, più concentrata ma con lo stesso senso, personaggi e parole», per un teatro chiuso all'italiana (che avrà una tournee nei Teatri di Pisa, Cagliari, Milano e altre città in via di definizione); infine il 4 agosto in un nuovo spazio davvero scenografico per il progetto "Le rovine circolari" all'interno di una delle grandi torri di raffreddamento della Centrale Geotermica Enel Green di Larderello (Pisa), cui è stata demolita la parte superiore, trasformando la base rotonda in un'arena, ristrutturata quale nuovo, suggestivo luogo per spettacoli.

Il lavoro attuale porta a compimento "Hybris", lo studio preparatorio dello scorso anno, il più sorridente, onirico e poetico di tutti quelli degli ultimi anni, liberamente ispirato all'opera appunto di Jorge Luis Borges col titolo generale "Le parole lievi".

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In "Beatitudo" tutto «accade come per la prima volta, mettendo continuamente alla prova tutto quel che pensiamo, sovvertend ogn tipo di certezza, spostando di contnuo il nostro livello di comprensone e disattendendo tutte le nostre aspettative». Al centro uno specchio d'acqua, «specchio appunto nel cui riflesso è la possibilità di trasformazione e le immagini non stanno mai ferme, la liquidità come non solidità». Quando gli spettacoli di Punzo e dei suoi carcerati, tra i quai sono ormai dei veri attori (e uno, Aniello Coppola, ne ha fatto una professione ed è stato premiato con un David per il film "Reality" di Matteo Garrone) prendono vita sotto le imponenti mura e bastioni dell'antica Fortezza, questi sembrano sparire e si entra in un mondo, un sogno senza più limiti, aperto alla possibilità di una realtà altra.

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Il carcere di Volterra si è aperto più volte, non solo agli spettatori dell'appuntamento annuale, ma anche in varie altre occasioni e di recente a studenti di scuole superiori e inferiori e università di tutta Italia, «alimentando la forza centripeta della relazione tra carcere e realtà esterna» con laboratori speciali per questo progetto ("Trent'anni di Fortezza") promosso e sostenuto dal Mibact, dagli enti locali e dalla Regione Toscana, con il Ministero di Grazie giustizia e poi Enel Green Power e Acri-Associazione Fondazioni casse di Risparmio.

E per questo compeanno Punzo annuncia anche che si è aperto finalmente uno spiraglio per il suo agognato progetto della costruzione di una vero teatro all'interno del carcere, aperto a reclusi e con le modalità opportune al pubblico, grazie all'interessamento dell'Autorità giudziaria che sta coinvolgendo il Ministero per le infrastrutture, mentre spera il Mibact prenda atto dell'eccezionalità dell'esperienza teatrale del carcere di Volterra con un aiuto maggiore e mirato.

(Foto Teresa Ricci)

23/07/2018