Campanile di Giotto, la 'struttura' lo ripara dal rischio terremoti

Non servono interventi per mettere il monumento al riparto da un eventuale sisma: a rivelarlo uno studio di Politecnico di Torino e Università di Firenze

Il campanile di Giotto a Firenze è al sicuro nel caso di eventuali terremoti e non necessita dunque di interventi di alcuna natura per metterlo al riparo da eventi del genere: la conferma arriva da uno studio condotto da un team di Politecnico di Torino e Università di Firenze, i cui risultati verranno resi noti oggi nel corso della chiusura del convegno 'Il campanile di Giotto 2018, studi e ricerche per la conservazione', organizzato dall'Opera di Santa Maria del Fiore.

La ricerca rientra nel progetto di salvaguardia dell'integrità del monumento, dei suoi apparati decorativi e scultorei, ma anche dei materiali e delle tecniche di costruzione, per così tramandare la sapienza costruttiva di un'epoca. E proprio su questa considerazione che la ricerca insiste.

"E' importante comprendere tutte le risorse che il campanile è in grado di mettere in campo in presenza di un evento sismico per evitare inutili interventi che potrebbero rivelarsi addirittura dannosi", ha spiegato Renato Lancellotta, ordinario di Geotecnica al Politecnico di Torino, che ha condotto lo studio insieme ai colleghi Massimo Coli, Maurizio Ripepe e Giorgio Lacanna dell'Università degli Studi di Firenze.

Al margine del convegno di ieri, è emersa un'altra importante novità: l'Opera del Duomo sta implementando il sistema di monitoraggio strutturale affiancando al rilevamento dei dati relativi al controllo statico su cupola, cattedrale e campanile, anche una nuova rete di acquisizione dati dedicata al Battistero di San Giovanni. La fine dei lavori, assicurano dall'Opera, è prevista tra qualche mese.

Al centro del convegno, anche la scoperta di una 'sala del tesoro' e di tre bagni di cui non si conosceva l'esistenza.

16/11/2018