Da Greta ai social, l'attualità sfila sui carri del Carnevale di Viareggio

di Ilaria Giannini

Negli hangar della Cittadella i maestri della cartapesta sono al lavoro per realizzare le loro mastodontiche opere d'arte che riflettono sui temi importanti del nostro presente, dalla crisi ambientale alla lotta all'omofobia

È un’antica tradizione artigianale quella che si rinnova ogni anno negli hangar della Cittadella del Carnevale di Viareggio. Qui è dove nasce la magia dei giganteschi carri di cartapesta, capaci di incantare i bambini ma anche di far riflettere gli adulti sull’attualità e la politica. Da sempre infatti, con un occhio alla satira e uno all’allegoria, i maestri carristi viareggini attraverso le loro imponenti costruzioni accendono i riflettori su questioni importanti e sono uno specchio della contemporaneità.

Dall’emergenza ambientale alle insidie dei social network, sono tanti i temi al centro dei carri di questa 147 edizione del Carnevale, che propone sei corsi mascherati sulla passeggiata a mare, dal 1 al 25 febbraio. Sono venticinque le ditte artigianali impegnate a costruire nove carri di prima categoria (i più maestosi, alti oltre venti metri e larghi dodici), cinque carri di seconda categoria, nove mascherate di gruppo e otto maschere isolate che animeranno i corsi. Un’antica sapienza artigianale che si rinnova grazie all’abilità di oltre 250 professionisti della creatività che realizzano a mano i mascheroni e le figure in movimento, tenendo in vita così un mestiere unico al mondo che spesso si tramanda in famiglia da generazioni.

Tra i personaggi celebri che sono stati immortalati dai carristi viareggini non poteva mancare Greta Thunberg: la giovane attivista e la sua mobilitazione internazionale per l’ambiente sono al centro del carro “Home sweet home. Nessun posto è come casa” di Lebigre e Roger. Una rivisitazione del Mago di Oz dove Greta veste i panni di una Dorothy alla ricerca dei valori necessari per guidare l’umanità verso una nuova presa di coscienza necessaria per salvare la Terra, l’unica casa che abbiamo.

L’avanzata economica della Cina e le conseguenze negative della globalizzazione sono invece al centro de “Il grande balzo” di Alessandro Avanzini, dominato da una gigantesca tigre robotica con le insegne della Repubblica Popolare Cinese che schiaccia un Topolino arrugginito, rimando alla “Rusty Belt” statunitense, la regione industrializzata e oggi in profonda crisi degli Stati Uniti.

Il grande balzo di Alessandro Avanzini

Riflette invece sulla dipendenza da social network "Nel Paese delle meraviglie" di Jacopo Allegrucci: Alice siamo noi, perduti nella Rete che vuole farci diventare egoisti come la Regina di Cuori, rappresentata con uno smartphone in mano nell’atto di fare un selfie, alla ricerca di like e consensi per alimentare il suo ego.
Luigi Bonetti invece dedica la sua costruzione “Robotika” all’intelligenza artificiale, con un grande volto umano che svela al suo interno meccanismi meccanici, mentre Carlo Lombardi con “Olè” si schiera contro la corrida e Fabrizio Galli con “Abbracciami è Carnevale” lancia un messaggio positivo di altruismo universale.
È un inno all’amore senza discriminazione, e un monito contro l’omofobia, il carro “Né di Eva né di Adamo” dei fratelli Breschi, mentre Roberto Vannucci con “Beata ignoranza” rappresenta il mondo della cultura e dei libri minacciato dal centauro dell’ignoranza.

La prima occasione per ammirare le opere d'arte dei maestri viareggini sarà sabato 1° febbraio: il carnevale si aprirà con un corso in notturna a partire dalle 17, seguito dallo spettacolo dei fuochi d'artificio.

24/01/2020