DOPO 22 ANNI DI RESTAURI L'ORATORIO DEL CEPPO RIAPRE LE PORTE ALLA CITTÀ

Dopo 22 anni di restauri l'Oratorio del Ceppo riapre le porte alla città

È stato ricollocato nella sagrestia il Cristo crocifisso di Beato Angelico, per tutti i restauri è stata spesa dalla Fondazione CR Firenze una cifra complessiva di circa un milione di euro

Sono passati 22 anni da quando la Fondazione CR Firenze ha dato il via al primo restauro alla porta d’ingresso dell’Oratorio del Ceppo in via de’ Pandolfini a Firenze. Da quello ne sono seguiti molti altri per recuperare questo luogo di inestimabile valore artistico. Oggi la sede della Compagnia di San Niccolò di Bari detta del Ceppo, che nel 2017 ha festeggiato i 600 anni dalla sua istituzione, riapre con il ritorno del Cristo crocifisso di Beato Angelico ora ricollocato nella sagrestia. Grazie a questo lungo e complesso intervento la sede della Compagnia del Ceppo è ora aperta al pubblico per consentire le visite ogni sabato non festivo e il primo giovedì del mese verso le 17, alla fine della messa e il lunedì dopo le 19.15. 



L’oratorio ha subito danni incalcolabili nel corso dell’alluvione del 1966. L’acqua che raggiunse un’altezza di 5 metri e la Soprintendenza si attivò subito prelevando le opere danneggiate e mettendole in sicurezza. Poi, nel corso degli anni, ha provveduto al restauro delle opere mobili e alla loro ricollocazione. La Fondazione CR Firenze ha sostenuto con convinzione i restauri strutturali e degli affreschi per una spesa complessiva di circa un milione di euro e risale al 1996 il primo degli interventi al portale d’ingresso, seguito poi da numerosi altri: fondamentali i lavori alla copertura dell’oratorio protrattisi dal 2009 al 2011. La sostituzione di alcune travi ne ha impedito il crollo che avrebbe messo a repentaglio l’incolumità dei fedeli, oltre che la perdita della volta affrescata nel Settecento da Giovan Domenico Ferretti. L’unica opera che deve essere ancora restaurato è la Madonna col Bambino in trono e due pellegrini di Biagio d’Antonio Tucci, del 1480-1485, che è stata esposta alla mostra Firenze 1966-2016, 'La bellezza salvata'.

Per valorizzare tutto il complesso, Elisabetta Nardinocchi e Ludovica Sebregondi hanno individuato un percorso espositivo, su progetto dell’architetto Antonio Fara, che consente di ammirare dipinti, sculture e arredi e di avvicinarsi agli usi di una comunità dedita fin dalle sue origini all’insegnamento dei principi religiosi a bambini e fanciulli. 

Contribuisce alla conoscenza del luogo anche la pubblicazione del volume La Compagnia di San Niccolò di Bari detta del Ceppo a cura di Ludovica Sebregondi (Polistampa) pensato proprio per accompagnare e invitare alla visita anche ad un pubblico meno distratto.

Grazie a questo lungo e complesso intervento la sede della Compagnia del Ceppo è ora aperta al pubblico per consentire le visite ogni sabato non festivo e il primo giovedì del mese verso le 17, alla fine della messa e il lunedì dopo le 19.15. L'Oratorio è aperto anche su prenotazione per i gruppi telefonando al numero: + 39 349 3633275 o inviando una email a compagnias.niccolodelceppo@yahoo.it.

07/12/2018