EDITORIA, PREMI E NEFANDEZZE "SELEZIONE NATURALE" D'AUTORE

di Ilaria Giannini

Otto autori fiorentini raccontano i retroscena del mondo letterario in un'antologia curata da Gabriele Merlini: la presentazione in anteprima sabato 6 aprile a Firenze

Sono davvero i migliori a sopravvivere o solo i più adatti all’ambiente? Se si parla di scrittori, la memoria corre subito a tutti i grandi autori disadattati, ignorati dai contemporanei e resuscitati post mortem, da Kafka al nostrano Dino Campana, bistratto dall’elite delle Giubbe Rosse, che lui chiamava sciacalli, rei di aver perso il primo manoscritto dei “Canti orfici”.
Una storia che sarebbe stata bene in “Selezione naturale”, l’antologia curata da Gabriele Merlini e appena uscita per l'editore grossetano Effequ, incentrata proprio sulle nefandezze dei premi letterari e della fauna che gira intorno a chi sogna di diventare scrittore.

A confrontarsi sul tema più politicamente scorretto che mai sono otto autori di Firenze,
tutti conosciuti a livello nazionale. Vanni Santoni torna alle atmosfere del suo “Gli interessi in comune” per mettere in scena le velleità letterarie di un ventenne, mentre Alessandro Raveggi è alle prese con la creazione di un libro tra schemi di mercato e diktat editoriali. Più dissacrante Collettivomensa, che punta tutto sul ridicolo con il suo trentenne infiltrato in un concorso per bambini, mentre Marco Simonelli esce con un ritratto indimenticabile sui ridicoli personaggi che popolano i salotti letterari. Ironia più delicata quella di Gregorio Magini che gioca sull’omonimia, mentre Francesco D’Isa scrive un racconto dentro il racconto e Valerio Nardoni propone un vademecum su come comportarsi correttamente tra letterati.
Sempre che questo sia possibile, perché la difficoltà di esordire, di emergere e rimanere a galla è davvero una spietata selezione naturale.

Merlini, avete scelto un titolo affascinante per una raccolta che vuole fotografare il dietro le quinte dell'ambiente letterario italiano, ma la regola darwiniana funziona davvero? Vincono gli scrittori migliori o i più adatti al mercato?
«Va senza dubbio parzialmente smontata l'idea seconda la quale ciò che viene pubblicato risulti migliore del materiale scartato, così come è ovvio vi siano griglie di scelta che trascendono dal valore e spessore del testo in sé. È un discorso ben noto e analizzato in molte sedi, senza contare quanto si faccia evidente persino dalle risposte che (se va bene) gli editori concedono agli autori ritenuti inadatti. L'eccessivo ombelicalismo non funziona. I racconti non vanno. Serve un plot ben inquadrabile e talune ambientazioni sarebbero più appetibili di altre. Si tratta quindi di fare un atto di fede. Tra paletti e maglie strette, speriamo che la spunti un libro buono. Ma devo dire che in molti, almeno tra chi conosco io, dopo la pubblicazione di un testo ammettono: «fortuna si tratta di questo. Il precedente (rimasto inedito dopo una serie di osservazioni assurde) era un orrore.» Diciamo che l'elemento di selezione naturale finisce per essere non la forza di un cristallino talento ma la costanza. Non è poco».

Gli autori che ha scelto sono tutti fiorentini, in questo momento la scena letteraria in città è più che mai attiva e prolifica: cosa significa scrivere a Firenze e raccontarla?

«Più che tutti fiorentini direi tutti strettamente legati a Firenze. Emblematico il caso del Collettivomensa, lucani che hanno scelto di vivere qui nonostante fossero adattissimi per qualsiasi paese scandinavo o la più operosa Milano. Tuttavia ho notato pure io la presenza in città di una scena viva, estesa e capace di produrre materiale eterogeneo, articolato ma a più livelli apprezzato. Limitante sarebbe crederla una peculiarità fiorentina (fido capiti in qualsiasi realtà urbana), però certo il momento è buono. Va comunque sottolineato quanto, nonostante un ambiente attivo e con all'interno elementi in stretto contatto tra loro, non vi sia una poetica comune. Un modo simile di porsi rispetto al testo. Trattasi di minestrone dal quale spuntano suggestioni diverse e ciò comporta metodologie assai distanti di interpretare e descrivere la realtà locale. Ottiche divergenti escluso un punto: Firenze è città che vive di raffigurazioni standard e sfondi abusatissimi. In nessuno dei racconti dell'antologia c'è un intrigo medievale, Leonardo Da Vinci, il mostro delle colline e un disilluso investigatore straniero giunto a sbrogliare il mistero. Anche qui, non è poco».


"Selezione naturale" sarà presentato in anteprima sabato 6 aprile, alle ore 19.00 a Firenze alla IBS.it Bookshop in via de' Cerretani.

Interverranno con Gabriele Merlini, l'editore Francesco Quatraro e gli autori Vanni Santoni, Gregorio Magini, Francesco D'Isa, Marco Simonelli, Valerio Nardoni e il Collettivomensa.

05/04/2013