Favino alla Pergola ne 'La notte poco prima delle foreste'

Dal 12 al 17 febbraio in scena a Firenze un poema per voce sola sui temi dell’identità, dell’isolamento, dell’amore non facile e del sentirsi stranieri

Un uomo perso in una notte di pioggia e in una città che non è la sua ferma un ragazzo, che si siede all’angolo della sua stessa strada. L’uomo inizia a parlargli come non aveva mai fatto con nessuno. Gli racconta della periferia e dell’amore, quell’amore così sconosciuto, eppure così vero. Questa la trama di La notte poco prima delle foreste, rappresentato per la prima volta nel 1977 al Festival d’Avignone, un monologo che descrive la solitudine urbana come pochi altri testi. L'opera di Bernard-Marie Koltès racconta di una serata realmente accaduta in cui il drammaturgo francese, morto a 41 anni di AIDS nel 1989, incontra un uomo senza fissa dimora con il quale si ferma a discutere. Gli parla della sua condizione di straniero che, per Pierfrancesco Favino, diretto da Lorenzo Gioielli al Teatro della Pergola da martedì 12 a domenica 17 febbraio, ci riguarda tutti.

“Quante volte – ha affermato Favino – ci sentiamo soli, quante volte ci piacerebbe trovarci altrove, quante volte vorremmo urlare che vogliamo prenderci del tempo per noi stessi, che vorremmo scoprire e indagare chi siamo. Queste pulsioni sono indipendenti dal passaporto o dalla condizione di essere dei migranti, in terra straniera: la grandezza del testo di Koltès – prosegue – è che rappresenta una condizione umana che non ha nazionalità. La richiesta che questo uomo compie è la stessa di Amleto o di Edipo: è un individuo che vuole essere uomo, riconosciuto con le sue debolezze, i suoi bisogni e le sue necessità”.

Favino torna alla Pergola dopo i successi di Servo per due e La controra, tutti prodotti, come La notte poco prima delle foreste, dalla Compagnia Gli Ipocriti, che oggi porta il nome della sua fondatrice, Melina Balsamo, scomparsa di recente. “La nascita de La notte poco prima delle foreste è un omaggio a Melina Balsamo – ricorda – e alla sua memoria storica, da un punto di vista teatrale. Grazie alla sua fiducia nei miei confronti in passato sono riuscito a realizzare i primi spettacoli e la decisione di mettere in scena quest’opera è stata presa proprio per quello che sento di doverle, come artista”.

Per informazioni:
www.teatrodellapergola.com

11/02/2019