Firenze, la nuova vita del Battistero Via i ponteggi dopo il restauro

Il monumento sarà visibile dal 25 ottobre: sono iniziate le fasi di smontaggio dei ponteggi, dopo la ripulitura del rivestimento marmoreo delle otto facciate esterne FOTO

Torna all'antica bellezza il Battistero di Firenze, dopo il restauro delle facciate esterne, delle falde di copertura e della lanterna: sono infatti iniziati i lavori di smontaggio di ponteggi e strutture, che si protrarranno fino al 25 ottobre.

"Il restauro è anche il momento scientifico del ‘riconoscimento’ dell’opera d’arte” - afferma il vicepresidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, Francesco Gurrieri - “E può considerarsi finito, non allo smontaggio dei ponteggi, ma con la pubblicazione delle ricerche e degli accertamenti scientifici fatti per l’occasione. Così abbiamo ora uno spettro vasto delle tipologie di degrado, delle alterazioni, della natura petrografica dei marmi, e, soprattutto, la digitalizzazione di ciascuna bozza costitutiva del paramento lapideo. Ciò consentirà, in avvenire, di monitorarne il comportamento e di fare finalmente una ‘manutenzione programmata’ del monumento”.

Grazie ai lavori, iniziati a febbraio 2014, sono stati eliminati gli strati d’incrostazioni e i depositi di sostanze inquinanti e sono stati ridefiniti gli elementi marmorei che nel tempo si erano degradati.  "Un restauro complesso - spiegano dall'Opera di Santa Maria del Fiore -  perché le otto facciate presentavano stati di conservazione diversa, sia per le caratteristiche dei materiali che per le differenti esposizioni agli agenti atmosferici". A supporto dell’intervento sono stati effettuati rilievi laser, studi iconografici e storici e campagne diagnostiche eseguite dall’Università degli Studi di Firenze e dall'ICVBC – CNR.

Il restauro - diretto dall’Opera di Santa Maria del Fiore - ammonta a circa 2 milioni di euro. Risorse messe a disposizione dall’Opera stessa e, in parte, da fondi ottenuti attraverso una campagna di crowdfunding a cui hanno risposto migliaia di cittadini per iniziativa di Unicoop Firenze, Maison Pucci e singoli donatori.


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