FORSE NON TUTTI SANNO CHE... C'È UN LIBRO CHE SVELA I SEGRETI DI FIRENZE

di Federico di Vita
Firenze, Forse non tutti sanno che a Firenze, aneddotica urbana, Newton Compton, Matteo Salimbeni.

È appena uscito per Newton Compton il volume in cui Francesco D’Isa e Matteo Salimbeni raccontano con tocco letterario gli aneddoti della città

È da poco uscito per Newton Compton un libro che, sin dalla copertina, dichiara di parlare di “Curiosità, storie inedite, misteri, aneddoti e luoghi sconosciuti del capoluogo toscano” – e che, per chi si avvicinasse a testi di questo genere con qualche pregiudizio, riesce a mantenere più di quanto promette. Forse non tutti sanno che a Firenze… (320 pp., 12 euro) più che una guida irrituale ai segreti della città è un piccolo scrigno di storie e sapienti digressioni, con le quali i due autori – l’artista e scrittore Francesco D’Isa (il cui ultimo romanzo è Ultimo Piano, Imprimatur) e Matteo Salimbeni (autore, con Vanni Santoni, di L’ascensione di Roberto Baggio, Mattioli) – sanno prendere per mano il lettore non limitandosi alla semplice aneddotica, ma trascinandolo al centro delle vicende con sapiente tocco letterario.


 

E alcune delle molte (per l’esattezza 43) storie narrate sono davvero sorprendenti: il testo spazia infatti da curiosità di natura architettonica (come il balcone “al contrario” di Borgo Ognissanti o l’angelo che fa il gesto dell’ombrello da un fregio sulla facciata del Duomo); al ricordo – perduto, ma non del tutto – di opere che hanno segnato (o avrebbero potuto) il carattere della città (come la leggendaria statua di Marte che sorgeva al posto del Battistero o il Giudizio Universale affrescato da Pontormo in San Lorenzo e grattato via perché ritenuto osceno); altre hanno un sapore magico (come la leggenda dell’uomo che pietrificava con lo sguardo) quando, s’intende, non ce l’abbiano direttamente culinario (come quelle che raccontano l’origine del lampredotto o la tipicità delle "buchette del vino").

La differenza tra questo e diversi altri volumi di aneddotica urbana – e non solo fiorentina – non risiede però nella ricchezza, né nell’unicità del materiale raccolto (di libri come questo ne vengono pubblicati a bizzeffe nel corso dei decenni e c’è addirittura chi è disposto a farne collezione), ma nella qualità della scrittura, che aggiunge spessore agli aneddoti virandoli spesso in vere e proprie digressioni letterarie. Il lettore più smaliziato potrà divertirsi a distinguere lo stile dei due autori (uno più asciutto e geometrico, l’altro più scanzonato e sghembo) mentre tra una storia e l’altra avrà il piacere di approfondire la conoscenza di una città che a dispetto della facciata turistica sa nascondere ancor oggi molti segreti.

12/01/2016