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Il Putto con delfino restaurato protagonista a Palazzo Strozzi

L’esposizione ‘Verrocchio il maestro di Leonardo’ si terrà a Firenze dal 9 marzo al 14 luglio

In occasione della mostra “Verrocchio, il Maestro di Leonardo” che aprirà a Palazzo Strozzi a Firenze, con una sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello, il prossimo 9 marzo la Fondazione non profit Friends of Florence ha sostenuto il restauro del Putto col delfino che costituirà uno dei capolavori dell’artista esposti a Palazzo Strozzi.

Il celebre bronzo, raffigurante un fanciullo alato che, in bilico sopra una calotta sferica, stringe tra le braccia un pesce guizzante, è tra le opere più ammirate di Andrea del Verrocchio. Ispirato a modelli di epoca greco-romana e ai numerosi putti di Donatello e della sua cerchia, è considerato un’opera tarda di Verrocchio, databile nell’ottavo decennio, per la straordinaria capacità di rappresentare una figura in movimento nello spazio e infonderle vitalità e naturalezza che qui l’artista dimostra di avere maturato. A commissionarlo era stato Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico, come si legge nell’edizione del 1568 delle Vite di Giorgio Vasari, storiografo, architetto e pittore di fiducia del duca Cosimo I de’ Medici. Nel 1557 Cosimo I fece trasferire il Putto in Palazzo Vecchio per porlo a coronamento della fontana in marmo e porfido che Francesco del Tadda e Andrea di Polo stavano allora realizzando al centro del primo cortile, oggi detto di Michelozzo, su progetto di Bartolomeo Ammannati e dello stesso Vasari. Qui l’opera rimase per quattro secoli, soggetta agli effetti dannosi degli agenti atmosferici e del passaggio dell’acqua che zampillava dalla bocca del pesce. 

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Il restauro, diretto da Serena Pini curatrice del Museo di Palazzo Vecchio, è affidato a Nicola Salvioli sotto l’Alta Sorveglianza di Jennifer Celani, funzionario per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Provincie di Pistoia e Prato. Il restauro in corso del Putto col delfino è il primo intervento di tipo scientifico-conservativo che sia mai stato effettuato su questo bronzo, nonostante il lungo tempo trascorso da quando l’opera venne dismessa dalla sua funzione di fontana e musealizzata alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso. Lo stato di conservazione materico del piccolo bronzo risulta alquanto variegato. La superficie appariva offuscata da materiali residui di precedenti interventi di manutenzione e segni di antichi e vecchi restauri, alcuni dei quali compiuti con tecniche e sostanze aggressive. Al di sotto di questi, nonostante i pregressi interventi, si trovavano ancora residui di calcare, memoria dell’acqua che per lungo tempo è fluita sulle superfici dell’opera.

La statuetta necessitavana di un controllo e di una revisione, non solo superficiali, per sanare complesse situazioni di degrado e svelare dettagli scultorei finora impercettibili. Una delicata e rispettosa pulitura con soluzioni acquose, alternate a specifici solventi, consente di rimuovere ogni sostanza precedentemente applicata e così riportare in vista la superficie originale della statua bronzea, per meglio valutare il suo reale stato di conservazione e l’entità dei danni causati nel tempo dall’uso e dall’esposizione e quindi indirizzare l’intervento verso la risoluzione delle impellenti problematiche di corrosione che alterano la patina metallica. L’eliminazione localizzata dei prodotti di corrosione dannosi e la verifica dell’assenza di altre problematiche di degrado procedono di pari passo con l’asportazione dei residui di calcare medianti puntuali interventi meccanici. La pulitura della patine stabili e protettive del bronzo svela dettagli prima offuscati rendendoli di nuovo godibili. I trattamenti finali, consistenti in una leggera armonizzazione cromatica delle superfici e nell’applicazione di sostanze protettive per il bronzo, doneranno all’opera un aspetto più equilibrato e veritiero, salvaguardandone la conservazione della materia a lungo termine.

L’intervento è coadiuvato da una ricca campagna di indagini diagnostiche che fornirà una importante raccolta di informazioni. Analisi scientifiche di vario genere, prevalentemente non invasive, permettono di calibrare e indirizzare l’intervento di pulitura, definire le tracce degli interventi precedenti e differenziarle tra loro e infine approfondire la conoscenza della tecnica esecutiva di Verrocchio, il cui studio costituisce uno degli obiettivi specifici di questo progetto di restauro.

La mostra ‘Verrocchio, il maestro di Leonardo‘ presenterà per la prima volta a Palazzo Strozzi, con una sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello, straordinari capolavori di Andrea del Verrocchio, a confronto serrato con opere capitali di precursori, artisti a lui contemporanei e discepoli, come Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi e Leonardo da Vinci. Nel 2019 si celebra il cinquecentesimo anniversario della morte di quest’ultimo, il suo più grande allievo, e l’esposizione di Palazzo Strozzi si offre come uno dei più importanti eventi a livello internazionale nell’ambito delle celebrazioni leonardiane.

Per informazioni:
www.palazzostrozzi.org

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