Made in Sardegna, 4 film sulle tradizioni e l'attualità sarde

di Elisabetta Vagaggini

La rassegna è proposta a Firenze l'11 e il 12 maggio dall'associazione sulturale Sardi in Toscana insieme a Sardegna Film Commission

Torna a Firenze l'appuntamento con il cinema che racconta le tradizioni, la storia e l'attualità sarde: la rassegna Made in Sardegna, che si terrà l'11 e il 12 maggio al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50/r). In programma 4 film, una selezione di titoli che raccontano le eccellenze di un'isola e di una regione, ricca di paesaggi e storie ancora tutte da scoprire.

L'iniziativa, proposta a Firenze da Acsit (Associazione culturale Sardi in Toscana), insieme alla Sardegna Film Commission, inzia sabato 11 maggio (ore 19.00), con il film di Fabrizio Galatea, Sa Femina Accabadora, racconto del regista torinese di un'antica eutanasia ante litteram, praticata da una donna – la Femina Accabadora – in Sardegna, nelle case dei moribondi, fino agli anni '60 del secolo scorso. Coperta da un lungo mantello nero, con il suo malteddhu, un martello olivastro che nascondeva in un sacchetto nero di lana, si racconta che la donna sferrasse un colpo secco sulla nuca dei malati terminali e aiutandoli ad intraprendere il loro ultimo viaggio. Fabrizio Galatea ci conduce in questa leggenda attraverso i paesaggi solari della Sardegna, da Nuoro a Santa Teresa di Gallura, da Fonni a Oschiri, fino a Cagliari, per raccontarci chi erano e come vivevano le "dame della dolce morte", come si svolgeva il loro rito, qual era il rapporto con la religione e come venivano percepite dalla comunità.

Alle ore 21.00, in programma Diario di tonnara, di Giovanni Zoppeddu, che documenta la vita dei tonnari in Sardegna, descrivendone il duro lavoro, le tradizioni, i riti pagani, le leggi, le figure di spicco che governano le prassi di una pesca dalla quale dipende la sopravvivenza di un'intera comunità. Il documentario è stato realizzato con immagini di repertorio dell'Istituto Luce e con riprese della pratica delle tonnare oggi. Nel film, liberamente ispirato al libro omonimo di Ninni Ravazza, il regista cerca di recuperare il materiale del passato, e di salvarlo dall’oblio: immagini di tradizioni millenarie che si tramandano, di padre in figlio, nelle famiglie dei tonnaroti.

Domenica 12 maggio, alle 19.00, la seconda giornata della rassegna inizia con il film Il clan dei ricciai, di Pietro Mereu, presentato a Firenze dallo stesso regista, che racconta di un'altra pesca tradizionale sarda, quella dei ricci di mare. A condurla, un gruppo di ex galeotti, che grazie alla pesca dei ricci trova un’occasione di riscatto personale e sociale, contribuendo a mantenere viva una tradizione che rischierebbe altrimenti di scomparire. Gesuino, Andrea, Massimo, Bruno e Simone sono i nomi dei cinque componenti del clan dei ricciai. Attraverso il mondo chiuso del capoluogo sardo, fra i quartieri popolari, i mercati, il carcere di Uta e l'ex carcere di Buon Cammino, Pietro Mereu segue i suoi protagonisti, che negli sguardi e nei corpi hanno impresso il proprio passato, fatto di carcere e dolore, ma che adesso hanno una voglia di riscatto, un desiderio di riemergere da un passato difficile grazie alla cooperativa capitanata da Gesuino.

Chiude la due giorni del cinema sulla Sardegna a Firenze, domenica 12 maggio, il film Ovunque proteggimi, di Bonifacio Angius. Il film segue le vicende di Alessandro, un cinquantenne sardo, cantante di musica folk, che si è perso tra i fumi dell'alcool e del gioco. Insieme ad una ragazza, Francesca, comincerà un percorso, una terapia 'fai da te', on the road, in lungo e in largo per la Sardegna, che lo porterà a ritrovare sé stesso. Il regista li segue nella loro fuga attraverso le strade che collegano Sassari a Cagliari, fra la macchia mediterranea, le sagre di paese e in mezzo a tutti quei luoghi in cui Alessandro riuscirà a riappropriarsi delle proprie radici e della propria esistenza.

09/05/2019