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In Toscana un autunno di grandi maestri: le mostre da non perdere

Una grande stagione attende a Firenze gli appassionati d’arte con Amedeo Modigliani, Natalia Goncharova, Giovanni e Telemaco Signorini e le opere dei futuristi

Natalia Goncharova a Palazzo Strozzi a Firenze

Dal 28 settembre fino al 12 gennaio Palazzo Strozzi ospita la mostra “Natalia Goncharova tra Gauguin Matisse e Picasso”. Attraverso oltre 150 opere che pongono la sua poliedrica produzione di pittrice, costumista, illustratrice e scenografa a confronto con lavori di Cézanne, Gauguin, Matisse, Picasso, Chagall, Boccioni, Palazzo Strozzi celebra una straordinaria figura femminile dell’arte del Novecento. Attraverso 130 opere, in una sorta di viaggio tra la campagna russa, Mosca e Parigi, le due città simbolo dell’artista, la mostra permette di scoprire la biografia anticonformista di una donna che ha saputo vivere per l’arte, creando un’originale fusione di tradizione e innovazione, Oriente e Occidente, e rendendo la propria opera un esempio unico di sperimentazione tra stili e generi artistici, dal Neoprimitivismo al Raggismo, dalla pittura e la grafica al lavoro per il teatro.

Amedeo Modigliani ‘torna a casa’,Finalmente Modì” è il titolo della mostra che vedrà protagonista l’artista ai Bottini dell’Olio di Livorno. L’esposizione sarà curata da Marc Restellini e conterrà quattrodici capolavori del maestro italiano, le date non sono ancora sicure, si parla del periodo che va da novembre 2019 a febbraio 2020, quel che è certo è che l’esposizione sarà a Livorno il 24 gennaio, ovvero il giorno in cui si celebrerà il centenario della morte del grande artista livornese, avvenuta a Parigi nel 1920. La collezione Netter, di cui i dipinti selezionati fanno parte, è tra le più interessanti del XX secolo ed è già stata esposta nel 2012 alla Pinacothèque de Paris, nel 2013 a Milano a Palazzo Reale e nel 2014 a Roma con il titolo “Modigliani, Soutine et l’aventure de Montparnasse”, per poi approdare fino a New York e San Pietroburgo. Accanto alle opere di Modigliani troveranno spazio quelle di Chaim Soutine,pittore russo naturalizzato francese e vissuto a Parigi negli stessi anni di Dedo, e ancora pezzi di Susanne Valadon, Andrè Derain, Moise Kisling e Maurice Utrillo, artisti che con Modigliani hanno condiviso l’amicizia e l’esperienza degli anni parigini.

Palazzo Blu dall’11 ottobre fino al 9 febbraio accoglierà “Futurismo!” un percorso con più di 100 opere che documentano uno dei periodi più dirompenti e innovativi della storia dell’arte. In mostra oltre cento opere tra dipinti, disegni e oggetti d’arte dei più grandi maestri del Novecento, da Boccioni a Carrà, da Balla a Severini. L’anima fortemente “anti” (anti-borghese, anticattolica e anti-passatista) del Futurismo ha fatto sì che questa corrente diventasse immortale e un punto di riferimento tra le avanguardie europee. La rassegna si propone di provare come i più grandi fra gli artisti futuristi seppero rimanere fedeli alle riflessioni teoriche enunciate nei manifesti, traducendole in immagini spiazzanti e innovative. L’esposizione è scandita in sezioni intitolate ognuna a un manifesto del movimento, per attraversare poi trent’anni di arte futurista, a partire dal 1910.

A Palazzo Antinori a Firenze dal 19 settembre al 10 novembre saranno in mostra i quadri di Giovanni soprannominato da Leopoldo II di Lorena il ‘Canaletto fiorentino’ e del figlio Telemaco Signorini, maestri indiscussi del vedutismo italiano. Le opere documentano l’evoluzione della pittura di paesaggio in Toscana, dalla raffigurazione tardo romantica, secondo i modelli di Claude Lorrain e Nicolas Poussin, alla moderna estetica figurativa del periodo della ‘macchia’, di cui Telemaco è stato tra gli sperimentatori più audaci, promuovendone un’inedita interpretazione, anticipatrice dell’aggiornamento della cultura figurativa del XIX secolo. La rassegna articolata in otto sezioni propone una mirata selezione di oltre sessanta dipinti tra i più celebri dei due Signorini affiancati da attentissimi confronti con le opere di menti brillanti del tempo come Giovan Pietro Vieusseux, Pietro Giordani e Niccolò Tommaseo, Diego Martelli e Carlo Lorenzini.

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