Nuovo sistema anti-code agli Uffizi: attese scese a 7 minuti

Il sistema messo a punto per il museo fiorentino dall’Università dell’Aquila è stato testato durante la settimana gratuita nei musei con una riduzione notevole dei tempi d’attesa per l’entrata

Il nuovo sistema “ammazzacode” della Galleria degli Uffizi di Firenze ha ottenuto risultati così notevoli nella fase di sperimentazione che ora potrebbe essere esteso anche ai musei di Roma. Il sistema - messo a punto dall'Università dell'Aquila per gli Uffizi - ha tagliato in maniera impressionante il tempo d’attesa per entrare al museo. ''Quando sono arrivato - racconta il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – bisognava mettersi in fila per ore, sotto il sole, prima di entrare. Si arrivava esausti già alla prima sala. Oggi non esiste al mondo un museo con un sistema paragonabile a questo''.

Pur rispettando il limite di 900 visitatori in contemporanea (come gli ingressi contingentati al Colosseo), l'algoritmo, ''frutto di tre anni di lavoro e costato 200 mila euro'', già nella prima domenica gratuita in cui è stato sperimentato ha abbattuto il tempo medio di attesa dai 64 minuti di domenica 2 settembre (con gestione tradizionale) a 18 minuti di domenica 7 ottobre, paradossalmente aumentando gli ingressi sia agli Uffizi (da 6.961 a 7.765) che a Palazzo Pitti (da 6.685 a 10.805).

Cosa è accaduto? Già alle 12 il grosso dei turisti aveva acquistato ai totem il tagliando di ingresso (7.385 tagliandi consegnati, quota che il 2 settembre era stata sfiorata solo alle 18.35), con slot di 15 minuti per presentarsi (e abbattimento dei no show). Non dovendo più rimanere in fila, in tantissimi ne hanno approfittato per fare altro. In totale, 323.656 minuti risparmiati o, se preferite, 224 giorni.

La performance è migliorata ancora nella Settimana gratuita nei musei (5-10 marzo), quando, con l'opzione di scelta sull'ora di ingresso, si è ''scesi a 7 minuti di attesa media'', dice Schimidt, ma solo perché ''in famiglia ci si attardava a consultarsi sull'orario''. In tutto sono stati ''111.205 visitatori: 40 mila agli Uffizi, 38 mila a Boboli e 33 mila a Palazzo Pitti, con un divario ridotto al 6%. In passato avevamo gli Uffizi al 50%. L'obbiettivo è zero minuti di attesa - rilancia Schmidt che ha stretto accordi anche con il Museo Archeologico - ma il sistema è pronto per entrare in funzione, anche nei giorni a pagamento. Attendiamo il concessionario dei servizi, ma c'è grande favore, anche tra i lavoratori che non devono più sentire lamentele''.

12/03/2019