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Olimpiadi e non solo, campioni di sport in mostra a Livorno

Dalla medaglia d'oro Giulia Quintavalle fino a Gabriele Detti, bronzo a Rio 2016, passando per Aldo Montano e Luca Agamennoni: la storia dello sport labronico in un'esposizione alla Biblioteca di Villa Fabbricotti, con documenti fotografici, giornalistici e bibliografici. Porte aperte fino al 5 febbraio

/ Redazione
Lun 19 Dicembre, 2016
Gabriele Detti

Livorno omaggia la sua gloriosa storia sportiva con una mostra che ha aperto i battenti lo scorso 17 dicembre e che potrà essere visitabile fino al 5 febbraio, negli spazi della Biblioteca Labronica di Villa Fabbricotti. Un'esposizione di foto, documenti bibliografici, pagine di giornali: cimeli che conducono dai successi del passato fino a quelli del presente. 

Un omaggio più che doveroso – l'ha definito l'assessore alla cultura del comune di Livorno Francesco Belais – a una tradizione bella e importante della città che è, senza dubbio, anche storia e cultura. Insomma, uno dei nostri vanti cittadini, un po’ come il cacciucco o i pittori macchiaioli. La mostra però è anche un omaggio alla ricchezza delle collezioni della Biblioteca Labronica, ricchezza che vogliamo diffondere il più possibile tra la gente. Usare un mezzo “popolare” come lo sport  - ha spiegato - rappresenta certamente un passo importante in questo percorso di apertura verso la città. Ringrazio tutti gli addetti alla Biblioteca che hanno reso possibile questa iniziativa”.

Una visione d’insieme fotografica, giornalistica e documentaria dove ritroviamo anche la vittoria del giovanissimo Gabriele Detti, campione a Rio 2016, medaglia di bronzo nei 400 metri stile libero o il ricordo dell’Italia delle Medaglie d’Oro con Andrea Baldini alle XXX Olimpiadi di Londra nel Fioretto maschile a squadre.

E ancora l'oro olimpico di Giulia Quintavalle nel judo a Pechino 2008 e la medaglia d’argento di Luca Agamennoni nella vogata del 4 senza. Ma ai Giochi di Pechino ha partecipato un altro livornese, Aldo Montano che si portò a casa una medaglia di bronzo da aggiungere a quelle d’oro di Atene nel 2004 nella specialità della sciabola e collezionate insieme a quelle di Catania nel 2011 e di Mosca nel 2015. 

Oltre alla scherma, tra le discipline storiche a Livorno, c'è ancbe il canottaggio, che oggi rivive nelle diverse gare remiere fin dai mitici Scarronzoni, 8 miti del remo che fecero la storia con il loro modo particolare di vogare e che gli valse la medaglia d’argento nelle Oimpiadi del 1932 e nel 1936. 

E poi il calcio. Cristiano Lucarelli e Igor Protti, bandiere del Livorno che hanno regalato ai labronici il sogno della serie A, combattendo partita dopo partita nello stadio cittadino dedicato al campione dell’Inter Armando Picchi

Un'esposizione che ripercorre quindi i successi ma anche la storia dei tanti sport fatti di convivialità, di sogni, di comunità, d'intenti comuni. Una mostra che racconta anche di come sono cambiate le discipline sportive, attraverso le storie. Su tutte quella del pallone elastico, un gioco che poteva durare - allo sfetisferio Marradi - anche due o tre ore, un gioco che intratteneva, entusiasti, i livornesi. Gli scatti in bianco e nero, di Luciano Ciriello e Mario Seghetti, conducono in un vero e proprio viaggio in quei giorni. Intenso e vero. Un omaggio a una tradizione sportiva, quella labronica, che ancora avrà da regalare tante gioie, come testimonia il successo di Detti a Rio 2016.