Salute/ ARTICOLO

Amianto, la battaglia continua Nuove prospettive di cura

Sono state pubblicate due ricerche sul tumore da mesotelioma dell'Università di Siena, Istituto Tumori di Napoli e Temple University di Philadelphia su due riviste internazionali

/ Redazione
Ven 10 Gennaio, 2014
Amianto, Tumori

Nuove prospettive per la cura del mesotelioma pleurico, conosciuto come il “tumore dell'amianto”. E' quanto emerge da due ricerche pubblicate di recente su due riviste internazionali dal team di ricercatori dell'Università di Siena, dell'Istituto Tumori di Napoli-CROM e della Temple University of Philadelphia. Gli studi sono stati coordinati da Antonio Giordano, professore di Anatomia ed istologia patologica presso l’Ateneo senese, genetista di fama internazionale e da anni in prima linea nella battaglia contro il cancro.


“Il mesotelioma  - spiega il professor Giordano - è un tumore molto aggressivo che ha origine dalla trasformazione neoplastica del mesotelio, il sottile tessuto che avvolge la cavità pleurica e altri organi interni e ha come principale fattore responsabile l’esposizione all’amianto. La diagnosi di malattia - continua Giordano - è spesso tardiva perché lo sviluppo ha un tempo di latenza molto lungo e al momento non esistono modalità curative”. L’equipe di Giordano, oltre a studiare a livello molecolare gli effetti deleteri dell’amianto sull’organismo per trovare nuovi bersagli farmaceutici e possibili marcatori per una diagnosi precoce, è impegnata a saggiare nuove possibili terapie molecolari che potrebbero più velocemente trovare un impiego clinico, arrivando velocemente al paziente. Nello studio pubblicato sulla rivista americana “Cell Cycle” i ricercatori hanno testato l’effetto di nuovi agenti antitumorali su cellule di mesotelioma. In questo lavoro sono stati utilizzati dei farmaci ideati per riattivare la proteina P53, uno dei più importanti ‘oncosoppressori’ noti, che viene disattivato nella maggior parte dei tumori umani.

 

Sulla stessa linea il secondo lavoro, pubblicato sulla rivista internazionale “Cancer Biology and Therapy”. In questo studio gli autori hanno testato, per la prima volta nel mesotelioma, una nuova droga, l’MK-1775, in combinazione con il cisplatino. “Come avevamo ipotizzato, l’MK-1775 ha sensibilizzato selettivamente le cellule di mesotelioma all’azione genotossica del cisplatino” afferma il primo autore del lavoro, Paola Indovina dell’Università di Siena, Assistant Professor presso lo Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine, della Temple University di Philadelphia”. “Il mesotelioma - conclude il professor Giordano - ha già fatto troppe vittime: la ricerca scientifica ha risentito di tutti gli interessi economici legati all’utilizzo dell’amianto, e ora deve raddoppiare il passo per offrire nel più breve tempo possibile delle possibilità di cura”.