Viaggi/ ARTICOLO

Google, Made in Italy e turismo Vigne e poderi in street view

Dalla Maremma fino a Montalcino, Langhe del Barolo e aranceti siciliani: tecnologie digitali per promuovere le eccellenze italiane e il turismo. Ma basterà?

/ Simona Bellocci
Ven 21 Novembre, 2014

Come promuovere il Made in Italyin un periodo storico in cui le eccellenze e il saper fare, da soli, non bastano più?  Se un tempo l’Italia  “viveva di rendita”, oggi che la concorrenza con gli altri Paesi si è fatta spietata, occorre rimboccarsi le maniche. E in fretta. Quale strada prendere? Quale strategia utilizzare, in un Paese dove la comunicazione agli occhi del mondo è ancora frammentata e disomogenea?  

In molti sostengono che il digitale possa essere una delle strade da percorrere per riposizionare l’immagine del marchio. Così - il gigante del web Google (che ha subodorato il potenziale inespresso italiano) ha preso a “cuore” le sorti del brand dello Stivale.

“Il futuro del Made in Italy sta in una sempre maggiore apertura verso i mercati internazionali - spiega Giorgia Abeltino di Google Italia - e il digitale può giocare un ruolo importante in questo processo,  valorizzando le eccellenze della tradizione”.

Così a gennaio 2014 viene infatti messa in rete la piattaforma del Made in Italy curata da Google Cultural Institute, in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole e Unioncamere. Una grafica scontata e  scarsa interattività per raccontare in uno storytelling molto (poco) moderno circa cento produzioni tra cibo e artigianato, come paglia, vetro, coltelli, pietra, tappeti e ancora - per il food  - il limone di Sorrento o il pecorino toscano. Dal potente Google, però, c’era da aspettarsi di più.

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Più interessante, invece, sembra l’iniziativa che il re di internet sta promuovendo insieme a Coldiretti, utilizzando una delle sue “invenzioni” più originali e apprezzate dalla rete: si  tratta di una vera e propria street view di 5 luoghi simbolo delle campagne italiane e delle produzioni locali. E qui Google - stavolta - non sbaglia e porta piuttosto i curiosi, i viaggiatori 2.0 e i fanatici delle vacanze green a scoprire “bellezza”  (termine tanto caro al premier Matteo Renzi) ed “eccellenza” sfruttando intelligentemente i potenti mezzi della tecnologia (altro tema caro al primo ministro italiano).

Così le macchine fotografiche del colosso mondiale, si sono insinuate tra le vigne e i poderi di alcune zone-icona dell’Italia consentendo ai propri utenti di visitare direttamente da desktop o mobile la selvaggiaMaremma o  le colline di Montalcino, dichiarate nel 2004 Patrimonio Unesco. E poi ancora si potranno scoprire online i pendii delle Langhe del Barolo, i colorati e rigogliosi aranceti siciliani e ancora l’altopiano di Castelluccio di Norcia, dove in primavera si può assistere alla fioritura delle lenticchie. Google metterà poi a disposizione di consorzi ed enti di promozione turistica le collezioni speciali di Street View, così da inserirle nei propri siti, nell’ottica di promozione dei territori.

Un modo per risollevarsi? Per far crescere l’appeal nazionale? Per riposizionare il marchio Italia? Forse un piccolo passo ma una street view non può bastare. FutureBrand, che ha pubblicato qualche giorno fa il Future Brand Index, il famoso studio sui marchi/Paese - pone l’Italia al 18esimo posto internazionale. In continua discesa se pensiamo che rispetto al 2013 il Belpaese ha perso 3 posizioni, allontanandosi dalla top 10.  Per adesso tante domande, poche e sconclusionate risposte. C’è ancora tanto da lavorare. L’Italia è come uno studente con grandi potenzialità e poca voglia di applicarsi. Rimangono le chiacchiere da bar,  i tanti “potremmo” vivere di turismo, di arte, cultura, artigianato ed enogastronomia. Rimangono  i “siamo i migliori”, i “re della qualità”. Rimane l’eccellenza inchiodata ad un angolo. Rimangono “parole  di autocelebrazione” e - in un paese dove mobilità e infrastrutture ci penalizzano agli occhi del mondo - ancora gongoliamo davanti ad una street view.