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La Vecchia Firenze rivive sulla rete Su Fb la città che non c'è più

Quasi ventimila fans per la pagina creata dallo speaker Gianni Greco, noto a tutti come "G". Artigiani, commercianti, strade e volti di ieri: ecco la Firenze dei nostri ricordi

/ Simona Bellocci
Mar 10 Dicembre, 2013
Vecchia Firenze mia _ foto di Roberto Puccini

La Firenze del passato rivive online. Una comunità di quasi ventimila persone che dibattono su come la città è cambiata e si è trasformata nel corso degli anni. Ricordi, immagini, scatti che riportano indietro nel tempo. Questa è “Vecchia Firenze mia”, la pagina di Facebook creata da Gianni Greco, meglio conosciuto come “G”, noto e amato speaker di Radio Blu fino al 2007 che ha ben pensato di invitare la comunità feisbucchiana, a condividere fotografie e ricordi, anche personali, creando così un archivio di migliaia di immagini.

Un patrimonio enorme, raro e prezioso destinato a crescere nel tempo. Così navigando sulla pagina facebook ci si può calare in una realtà fatta di artigiani, di speziali, di donne con cappelli e lunghe gonne, di uomini che nel giorno di festa mettevano su il vestito buono e camminavano per le vie del centro storico. Si può poi dare uno sguardo alle prime grandi infrastrutture come l’autostrada A11, negli anni ’30. Basta aprire l’album “Tram e bussi”, dove si trovano immagini del caro vecchio tram su rotaie. Siamo nel 1890: le carrozze partivano da Sesto, passavano dalle Cascine e arrivavano fino a Via dei Pecori. Erano gli anni in cui erano tanti i cavalli e le carrozze che transitavano per le viuzze e la strade del centro e si incrociavano con il tram, in un’immagine dove passato e futuro convergevano sugli stessi binari.

E poi, perle della pagina, sono le immagini uniche della “Firenze che non c’è più”. Teatri, Palazzi, archi demoliti o distrutti che trovano ancor vita in uno scatto fotografico. Tra questi ci sono il Palazzo della Provincia in Via Cavour o il Teatro Umberto I, in Piazza D’Azeglio, andato distrutto in un incendio nel 1890.

Non mancano neppure le istantanee di Firenze vittima dell'alluvione del '66 o della città in tempo di guerra. I ponti saltati sotto le bombe dei tedeschi, le macerie che cancellano anni di storia, di arte, di cultura. Macerie che cancellano vite. Chi rimane con un fardello pesante sulle spalle cammina in mezzo alla polvere dei detriti, con lo sguardo di chi è pronto a far risorgere la città, nonostante tutto.

Le fotografie catturano quei momenti e oggi – sul più popolare social network al mondo – raccontano la storia della città del giglio. Dei suoi momenti bui ma anche dei periodi floridi, degli anni in cui il centro storico era animato da fervore culturale ma anche commerciale. Proprio agli esercenti storici è dedicato uno degli album di “Vecchia Firenze mia”. Eccellenza della produzione, tipicità. C’erano i pizzicagnoli che facevano piramidi con le scatolette di tonno o di pomodoro. C’erano i primi distributori della Centrale del Latte, la friggitoria del Sor Armando, il vinaino sotto l’Arco di San Pierino, la modista Fernanda con i suoi cappelli a larga tesa o il fioraio Scarletti in Via Tornabuoni. C’era una Firenze che ha voglia di tornare a parlare, a vivere tra i vicoli, le piccole piazze, le botteghe polverose di lavoro. Per adesso attraverso vecchie foto, domani chissà…