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100 opere della collezione Sforza Cesarini in prestito a Santa Fiora

Un patrimonio di grandissimo valore storico, scientifico e documentaristico diverrà il nucleo centrale del museo di Palazzo Sforza Cesarini

Santa Fiora

Oltre 100 “pezzi” tra quadri, lettere, ritratti, porcellane e preziosi documenti storici della Collezione Sforza Cesarini saranno ospitati nel piccolo comune di Santa Fiora in provincia di Grosseto. L’accordo è stato firmato tra il sindaco Federico Balocchi, il presidente della Regione Eugenio Giani e Francesco Sforza Cesarini discendente del casato Sforza del ramo di Santa Fiora il quale ha ceduto la sua collezione in comodato d’uso al comune per 15 anni.

La collezione

La collezione Sforza Cesarini è un patrimonio di grandissimo valore storico, scientifico e documentaristico che diverrà il nucleo centrale del  progetto in corso per la musealizzazione di Palazzo Sforza Cesarini. Sono circa 90 ritratti, grazie ad un approfondito studio da parte della storica dell’arte Carla Benocci ogni quadro è stato individuato e correlato con una breve biografia. Benocci ha potuto individuare in molti casi i prototipi per i ritratti e possiamo oggi attribuire qualche dipinto ad artisti certi invece di un più generico “scuola di…”. La maggior parte dei ritratti sono citati in un inventario del 1713.
Oltre ai ritratti, le porcellane e il vasellame, la collezione contiene molti documenti. Tra questi, il diploma di Federico Barbarossa del 1159, l’atto di cessione della Sovranità nel 1633 al Granducato di Toscana, e poi una corridpondenza più recente con i principali sovrani d’Europa, soprattutto con i re di Francia, da Luigi XIII, a Luigi XIV e Luigi XVI, e con Maria Antonietta.

La storia della casata degli Sforza

I ritratti della collezione coprono la storia del casato attraverso gli Aldobrandeschi che confluirono negli Sforza nel XV secolo. Dal capostipite Muzio Attendolo, capitano di ventura al servizio dei re Angioini di Napoli e chiamato “Sforza” (Forte) per la sua prestanza, passando per Francesco e poi per Bosio, il fondatore del ramo di Santa Fiora e terzogenito di Muzio Attendolo.
Sposando Cecilia Aldobrandeschi, una delle tre figlie di Guido, ultimo degli Aldobrandeschi Conti sovrani di Santa Fiora, Bosio fu il fondatore del ramo di Santa Fiora che proprio dal 1439 da piccolo “Stato” diverrà per quasi due secoli la contea sforzesca fino al 1633, quando la sovranità fu ceduta al Granducato di Toscana con allora Ferdinando II de’ Medici. Poi l’unione con i Cesarini nel 1673 tra Federico Sforza e Livia Cesarini. E gli ultimi ritratti che risalgono alla fine del secolo XIX.

 

 

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