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141 anni senza Palio … alla lunga Corsa “in linea” dentro Siena

Il 3 agosto 1874 l’abolizione del Palio ospitato tra le vie del centro ed il passaggio alla competizione solo in Piazza del Campo

Palio di Siena

C’era un tempo in cui il Palio di Siena non si correva unicamente nel ‘circuito’ di Piazza del Campo, ma anche dentro la città, partendo da fuori le mura per arrivare fino a Piazza Duomo. Organizzato il 15 di agosto in occasione dell’Assunta, il Palio ‘alla lunga’ – ribattezzato così per contrapporsi al palio ‘alla tonda’, quello tutt’ora corso e conosciuto nel mondo – affonda le sue radici nel 13esimo secolo, seppur con caratteristiche differenti rispetto alla competizione di Piazza del Campo.

Infatti i cavalli non appartenevano ai vari rioni cittadini, ma il drappo andava in premio al solo proprietario del cavallo vittorioso, fosse o meno montato da un fantino. Non era raro infatti vedere assegnato il palio alla lunga a cavalli scossi.

A Siena nel medioevo erano molteplici le competizioni tra i cavalli appartenenti a nobili signori, notabili, cittadini senesi ed anche forestieri, portavano i loro migliori cavalli per i giochi, che si svolgevano per onorare le feste di santi o per celebrare la ricorrenza di particolari eventi.

Per l’organizzazione del Palio, il Comune nominava annualmente i “Deputati della Festa“, di cui si trova traccia già in manoscritti del 14esimo secolo, con compiti e attribuzioni assai più ampi degli attuali. Una corsa talmente sentita da essere corsa anche nel 1348 e 1349, gli anni in cui mezza Europa venne colpita dalla peste nera. In contemporanea alla corsa si svolgeva anche un corteo formato dai nobili e dalle autorità, che sfilava lungo il percorso fino al luogo della partenza, dove anche allora, veniva sorteggiato il posto alla mossa.

Dall’origine medievale il Palio alla lunga si corse fino al 1861, quando il successo di pubblico del Palio “alla tonda” – molto più semplice da organizzare e da guardare per gli spettatori – stoppò la corsa in linea. Ripresa ad inizio anni ’70 del 19esimo secolo, il Comune di Siena ne decise la definitiva soppressione con un decreto del 30 luglio 1874, ratificato ufficialmente qualche giorno dopo, per l’appunto il 3 agosto 1874.

 

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