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25 aprile, Firenze celebra il 73esimo anniversario della Liberazione

Inizio alle 10 in piazza Santa Croce, in piazza della Signoria interverranno il sindaco Nardella e la vicepresidente nazionale dell’Anpi Bagni

Mercoledì 25 aprile, Firenze ricorderà il 73esimo anniversario della Liberazione nazionale. Le celebrazioni in città, medaglia d’oro della Resistenza, inizieranno alle 10 in piazza Santa Croce, dove sarà deposta una corona di alloro ai Caduti di tutte le guerre alla presenza delle autorità civili, militari e religiose con i gonfaloni del Comune di Firenze, della Regione Toscana e della Città metropolitana di Firenze, la bandiera del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale del Corpo Volontari della Libertà e i labari delle associazioni dei partigiani.

A seguire ci saranno le preghiere di suffragio. Al termine (alle 10.30) si formerà un corteo che raggiungerà piazza della Signoria, dove sull’Arengario di Palazzo Vecchio si terrà la cerimonia ufficiale. L’inizio della cerimonia (ore 11) sarà segnato dallo squillo delle Chiarine della famiglia del Gonfalone; la Filarmonica ‘Rossini’ intonerà poi l’Inno di Mameli.

Il primo ad intervenire sarà il sindaco Dario Nardella. Dopodiché seguirà l’orazione ufficiale della vicepresidente nazionale dell’Anpi Vania Bagni. Le celebrazioni si concluderanno alle 17.30 sull’Arengario di Palazzo Vecchio con il concerto per la cittadinanza della Filarmonica ‘Gioacchino Rossini’.

L’anniversario della liberazione d’Italia è una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre il 25 aprile di ogni anno. È un giorno fondamentale per la storia d’Italia ed assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani proclamò l‘insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano, stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.

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