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5 etichette di Brunello nella Top100 di Wine Spectator

Sono Campogiovanni al n. 4, La Togata di Tenuta Carlina al n. 17, La Serena al n. 24, Tenuta Nuova di Casanova di Neri al n. 5, Toscana Non Confunditur del 2009 n. 46.

Parla italiano 1 bottiglia su 5 (20 italiani, di cui 10 toscani) nell’influente “Top 100”, ovvero i 100 migliori vini del 2011 di tutto il mondo, di “Wine Spectator”, una delle riviste più influenti del mondo. E nell’importante classifica si conferma al top dell’Italia del vino, il Brunello di Montalcino, con 4 etichette, tutte annata 2006, Campogiovanni al n. 4, La Togata di Tenuta Carlina al n. 17, La Serena al n. 24 e Tenuta Nuova di Casanova di Neri al n. 56 insieme al Toscana Non Confunditur del 2009 n. 46.
Il terroir di Montalcino mette in fila tutti i più prestigiosi territori del Belpaese, come il Chianti Classico, la Maremma e Bolgheri in Toscana, la Valpolicella in Veneto, le Langhe in Piemonte, il Salento in Puglia e l’Irpinia in Campania, per un’Italia del vino che migliora nettamente il risultato 2010 (dove erano 9 le etichette del Belpaese). E in particolare il Brunello di Montalcino Casanova di Neri è una conferma, per la rivista americana considerata la vera e propria “bibbia” del vino mondiale, che nel 2006 lo aveva eletto migliore vino del mondo.
Questo risultato – spiega Giacomo Neri, proprietario di Casanova di Neripremia il nostro vino e il grande lavoro svolto in vigna e in cantina in tutti questi anni, sempre proteso all’unicità e alla qualità, ma anche e soprattutto il territorio nel suo complesso e ci ripaga degli sforzi profusi per portare il Brunello nel mondo come simbolo della grandezza enologica italiana”.

Tra le curiosità, l’unico produttore premiato con due vini è italiano ed è Allegrini (con il veronese Palazzo della Torre 2008 e il Bolgheri Sondraia 2008 Poggio al Tesoro), famiglia che a Montalcino possiede Poggio San Polo, una delle migliori aziende del territorio del Brunello. Ciliegina sulla torta, sempre per il territorio del Brunello, con la posizione 46, dove regna ancora Montalcino, con il  Toscana Non Confunditur 2009 della storica Tenuta di Argiano, cantata anche dal grande poeta Giosuè Carducci (“mi tersi con il vin d’Argiano che tanto è buono”).  “Un riconoscimento  importante – commenta Giampiero Pazzaglia, amministratore delegato di Tenuta di Argiano soprattutto per Montalcino e che dimostra come i suoi vini siano sempre in eccellenza, sia per quanto riguarda i prodotti di territorio che per i brand aziendali”.

La “Top 100” di “Wine Spectator” ha debuttato nel 1988 ed è diventata, con il passare degli anni, una classifica davvero in grado di orientare il mercato globale del vino. La selezione è avvenuta secondo tre criteri: la qualità (rappresentata dal punteggio assegnato), il valore (prezzo), ed un “fattore x” che i giornalisti di “Wine Spectator” definiscono “excitement”. Tra i criteri di selezione, a differenza delle altre edizioni, sembra essere sparito quello del volume di produzione.
 
Focus – Montalcino in “Top 100” 2011 di Wine Spectator
4 – Brunello di Montalcino 2006 – Campogiovanni (Italia)
17 – Brunello di Montalcino La Togata 2006 – Tenuta Carlina
24 – Brunello di Montalcino 2006 – La Serena
46 – Toscana Non Confunditur 2009 – Argiano
56 – Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2006 – Casanova di Neri
 

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