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Airbnb, serve regolamentazione dopo il boom delle case vacanza

Incontro tra l’assessore regionale al turismo Ciuoffo e il country manager di Airbnb Italia Stifanelli. L’obiettivo? Dare regole senza voler in alcun modo frenare l’evouzione della richiesta dei viaggiatori

Nel 2010 erano 47 mila, nella scorsa estate sono stati circa 17 milioni (con una crescita esponenziale) i viaggiatori che hanno scelto il circuito di case vacanze del portale Airbnb per i propri soggiorni. Un fenomeno dilagante che sta “costringendo” le istituzioni locali a ripensare le normative, proprio come sta avvenendo in Toscana dove l’assessore al turismo Stefano Ciuoffo è intervenuto sul tema, ribadendo la necessità di una regolamentazione delle forme di sharing economy.

“Da amministratore non c’è intento di frenare l’evoluzione o l‘innovazione tecnologica applicata alla vita sociale, quanto adoperarsi per far sì che ci sia trasparenza nei servizi offerti e rispetto delle regole da parte di tutti, a beneficio sia del cliente che della comunità – ha sottolineato l’assessore. Airbnb, in quanto piattaforma elettronica, grazie alla tracciabilità delle transazioni è un potenziale strumento di trasparenza. La Toscana è favorevole allo sviluppo di forme di sharing economy che però vorremmo avvenisse con regole chiare e condivise ed in modo compatibile con altre offerte di ricettività turistica”. 

E la Toscana si è messa subito al lavoro, tanto che Ciuoffo ha incontrato nei giorni scorsi il country manager di Airbnb Italia, Matteo Stifanelli, con l’obiettivo di rendere più chiara l’offerta di abitazioni e il tipo di contratto sottoposto al viaggiatore. 

“La nostra legge regionale – ha spiegato ancora l’assessore – precisa i casi in cui una civile abitazione può essere individuata come struttura ricettiva. Ad Airbnb abbiamo chiesto di collaborare, nei prossimi mesi, alla stesura di una nuova normativa che includa i fenomeni nati con la sharing economy nell’ambito formale della legislazione turistica della Toscana e di adoperarsi per il corretto rispetto delle norme: dalla trasmissione delle informazioni di pubblica sicurezza all’applicazione dell’imposta di soggiorno ove prevista”. 

Dialogo aperto quindi con il colosso delle case vacanza. “Siamo felici di collaborare con le istituzioni ed avviare un dialogo proficuo – ha fatto sapere Stifanelli – un dialogo che possa portare alla definizione di regole in linea con le nuove richieste di chi viaggia e di chi è in possesso di spazi inutilizzati presso le proprie case”.

La Regione Toscana adesso proverà a confrontarsi e collaborare anche con altre piattaforme, cercando di sostenere l’offerta turistica anche nei territori più periferici e non solo nelle città d’arte. “In territori dove non esistono forme di ospitalità alternative  – ha chiosato Ciuoffo – può maturare l’opportunità di generare un’offerta in grado di moltiplicare i benefici che derivano dalla sharing economy, come nelle zone che si trovano vicino ad itinerari di grande interesse, come – ad esempio – lungo la Francigena”.

 

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