BTO, musica e turismo: intervista a Gigi Tagliapietra

Il mastro tecnologo terrà uno speech il 4 dicembre dalle 10.10 alle 11

La musica, tra gli eventi culturali, è quella che attrae grandi flussi di pubblico per la sua caratteristica di essere un “linguaggio” che supera le barriere linguistiche e generazionali. Non si contano i festival, i concerti, le “notti” di ogni colore: ma stiamo usando al meglio il grande potenziale della musica? L’obiettivo a cui puntare non è solo l’attrazione, ma la fidelizzazione che diventa legame e sintonia: l’obiettivo è quello di fare in modo che le persone entrino in risonanza con i luoghi, li sentano come propri, fare si che chiunque possa dire di quel particolare posto “Io ci sUono”.

Questo sarà il tema al centro dello speech del mastro tecnologo Gigi Tagliapietra, che si terrà alla BTO il 4 dicembre nello spazio Visioni dalle 10.10 alle 11.

Musica & turismo: cosa manca per rendere questo binomio sempre più sinonimo di investimento, e non solo di intrattenimento?

Innanzitutto la consapevolezza che il nostro patrimonio musicale è davvero un bene di grande valore e che rappresenta un elemento di forte attrazione per chi ci viene a visitare dall'estero. Abbiamo credenziali di tutto rispetto nella storia della musica su cui contare per poterci presentare con autorevolezza sulla scena internazionale, ma dobbiamo combattere la stupidità di chi dice che "con la cultura non si mangia" facendoci perdere un'occasione preziosa. Manca poi la lucidità di capire che i risultati vengono dall'impegno, dalla progettazione, dalla cura dei dettagli e non dal semplice sfruttamento di una presunta automatica superiorità rispetto agli altri o di un non meglio identificato "giacimento culturale" da sfruttare come una inesauribile fonte di ricchezza. Investire in cultura non crea vantaggio solo per i turisti, per "gli altri", é un grande vantaggio che viene offerto a tutti i cittadini e alla qualità della loro vita.

Quali sono le due più importanti sfide che il marketing territoriale deve affrontare nei prossimi anni?

La prima è quella di definire e mantenere una unicità, una caratteristica che ci identifichi inequivocabilmente rispetto alle altre destinazioni legando ad essa un motivo di forte attrazione. La seconda è quella di evitare la trappola del passato; evviva l'opera, evviva Verdi e Vivaldi, Pavarotti e Bocelli ma dobbiamo rinnovare i nostri "miti", far scoprire nuovi suoni e nuovi gusti, come abbiamo fatto con il cibo. Il giorno che riuscissimo ad avere una "Eataly della musica", avremmo fatto un grande regalo al turismo italiano e a noi stessi.

In quali Paesi si è saputo cogliere al meglio le potenzialità della musica come strumento di valorizzazione del territorio?

In Europa penso subito all'Austria e alla Germania anche per il grande lavoro di alfabetizzazione musicale che crea il pubblico di domani. Penso poi al Belgio, basta rivedersi la presentazione delle Fiandre al BTO dello scorso anno, all'Inghilterra, cosí fortemente magnetica per i giovanissimi, a Scozia e Irlanda che guardano a chi é attratto da ciò che è "bio", "naturale", "ancestrale". Negli Stati Uniti penso subito a Austin, a New Orleans o a Boulder, ciascuna con un preciso carattere legato all'offerta del territorio, in un paese dove c'é musica ovunque, in ogni evento, dallo stadio, alle cerimonie ufficiali, in strada o nelle sale da concerto.

Comunicare un luogo attraverso la musica è una strategia che rischia di essere emotiva e fragile?
Certamente sì, se non c'è una riflessione intelligente e di lungo termine, se si pensa solo alle "notti bianche" o alla musica come "concerto-evento". L'emozione é il fattore chiave su cui fare leva: può essere un elemento di grande efficacia e di solido legame tra una persona e l'ambiente che lo circonda. La musica suscita emozioni, fa vibrare le corde più profonde degli esseri umani, li rende permeabili e ricettivi a nuovi stimoli ed esalta l'armonia complessiva di un territorio. Il punto di vista in cui mettersi però non é solo quello di "raccontare un luogo attraverso la musica", ma di fare in modo che chiunque trovi in un determinato luogo la propria risonanza, lo senta come il posto ideale per esprimere la propria "vibrazione": la musica nel turismo non serve per avere spettatori, serve per avere protagonisti.

Una domanda "extra": se dovesse consigliare la colonna sonora perfetta per BTO 2013 quale sarebbe?

"Baby It's You " dei Beatles.

28/11/2013