Made in Toscana/

Giovani designer toscani al Festival Open Design Italia

Progetti che cercano la riscoperta delle tecniche artigianali del territorio

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Giovedì 19 novembre 2010 presso lo splendido scenario del Foro Boario di Modena si terrà la prima edizione del Festival Open design Italia dedicato al design autoprodotto e alla piccola serie, organizzato da La Pillola e Leedesign, in collaborazione con l’Ufficio giovani d’arte del Comune di Modena e con Iceberg-giovani artisti a Bologna e col patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Provincia di Modena, la Provincia di Bologna, l’Ordine degli Architetti di Modena e l’Ordine degli Architetti di Bologna.

Una mostra internazionale in cui le creazioni firmate dai 51 giovani designer vincitori del concorso Open design Italia saranno le protagoniste, e durante la quale sarà anche possibile acquistarle. Un ricco programma di eventi collaterali, con esposizioni, itinerari, workshop e dibattiti animati dai grandi nomi del design, coinvolgeranno studi, attività commerciali e spazi pubblici di Modena e Bologna, per tutti coloro che vogliano avvicinarsi al mondo del design, saggiarne gli sviluppi e trarne spunti per la ricerca di domani.

Per il 19 novembre è previsto il dibattito sul design autoprodotto con Antonio Cos, Stefano Maffei e Adam Somlai-Fischer. Il  20 novembre invece Giancarlo Piretti, Dodo Arslan e Michele Zini si confronteranno sul mestiere del designer, mentre Lavinia Savini interverrà sui diritti d’autore. Lo stesso giorno le migliori tre opere selezionate saranno premiate da una giuria internazionale presieduta dal designer Dodo Arslan . Infine il 21 novembre i giovani talenti selezionati per la mostra-concorso di Modena saranno protagonisti di “Il cerchio del design”, una tavola rotonda sull’esperienza del designer .

Per l’intera durata della manifestazione una passeggiata nel centro storico di Modena o di Bologna può trasformarsi in una “caccia al designer” per chi accetta l’invito a visitare le esposizioni di oggetti di stile e d’arte all’interno di negozi, ristoranti e esercizi commerciali delle due città.

Come afferma l’architetto Elena Santi, ideatrice dell’evento-concorso, “al centro di Open Design Italia c’è l’apertura italiana a nuovi percorsi di concepimento, realizzazione e commercio di un oggetto di design. La produzione in piccola serie implica la positiva riscoperta di tecniche artigianali del territorio, abbinate alla capacità di innovare un prodotto. Una domanda crescente di design alla portata di tutti coloro che apprezzino il talento creativo pone il designer protagonista dall’intuizione fino alla commercializzazione degli oggetti creati”.

Ed è proprio seguendo la linea filosofica della riscoperta delle tecniche artigianali del proprio territorio, messe a servizio della progettazione di prodotti innovativi e alla portata di tutti, che si sono distinti i progetti di alcuni dei giovani e talentuosi designer toscani selezionati al concorso e per i quali di seguito vi proponiamo una breve rassegna.

Uroboro Design il laboratorio di design di Arianna Subri, giovane talento pisano le cui creazioni si distinguono per dinamicità e sostenibilità prendendo ispirazione dalle forme organiche che esistono in natura in cui il contributo del fruitore è fondamentale nell’assemblaggio e nella conseguente personalizzazione degli oggetti. I progetti selezionati per il concorso: la poltrona K’un, Sombrero lo sgabello, la lampada Bye Bye Shanghai e il tavolino Gea, fanno parte della collezione Cardboard living, completamente realizzati in cartone ondulato e facili da montare e smontare senza l’uso di colle o viti, sono composti da elementi ad incastro e possono assumere infinite forme e funzioni. http://uroborodesign.com/

 

Giulia Ciuoli, tessitrice e textile designer, che da dieci anni si occupa di tessitura manuale e progettazione tessile all’interno del suo laboratorio senese, PAMPHILE, in cui la ricerca del connubio tra artigianato, design e sostenibilità è fondamentale. I prodotti selezionati, che vedremo in mostra, oltre a complementi tessili in canapa legati allo spazio cucina, vi sono un coprispalle, una giacca-scialle, sciarpe, e un copricollo parte della collezione homewear Autoctonia, che deve il nome proprio all’impiego di lane autoctone del territorio tosco-italiano nella produzione dei capi tutti tessuti a mano. www.pamphile.it

 

Lo studio sanminiatese msX2 degli architetti Marco Stacchini e Michele Simonetti, contraddistintosi nel panorama toscano per la progettazione multidisciplinare e uno stile lineare alla continua ricerca di soluzioni innovative e sostenibili grazie alla sperimentazione dei materiali. Ed è così che dall’aggregazione di rifiuti di facile reperibilità e scarso valore nasce [7X7]49, un tavolo basso realizzato con 49 bottiglie PET verniciate, fissate a formare un basamento quadrato su cui poggia una lastra di cristallo, espressione di una nuova ed originale interpretazione del concetto di design e dell’autoproduzione sostenibile. www.msx2.it

 

Federica Gonnelli artista fiorentina che dal 2002 sviluppa una profonda ricerca sul rapporto contenuto- contenitore, “giocando” con gli oggetti più disparati, che ripone in scatole di legno, e con immagini alle quali sovrappone, grazie alla trasparenza dell’organza, altre immagini. Molti i progetti selezionati in cui poter ammirare questo gioco di sovrapposizioni: Bacche Meridiane, sculture di luce che celano immagini nascoste, Mada-Me Butterfly, lo strano e regale insetto, e Bobolfly; e ancora Corpo del Testo-Testo del Corpo, in cui la ricerca di una possibile identità si risolve tra le righe del testo; Le Calottine, (S)velo, Corpo-Casa-Tempo, reinterpretazione dello spazio-casa come rifugio dove trascorrere del tempo; infine un’installazione video, La Scatola Magica, in cui la curiosità dell’occhio è spinta sino al cuore di uno spazio infinito. www.federicagonnelli.it 

Rural Factory lo studio-laboratorio fiorentino dell’architetto-designer Amina Mauro, che dal 2009 si occupa della progettazione, produzione e sviluppo di tre settori del design: la decorazione muraria, design tessile e di elementi di illuminazione. I tre progetti selezionati al concorso, esemplari dell’intera produzione Rural, si ispirano a due tradizioni decorative su ceramica che fanno capo a due aree geografiche molto distanti tra loro ma che la storia ha unito: quella di Hagia Sophia a Costantinopoli, come  per gli over-size stencil in carta per la decorazione muraria o di tessuti, realizzati attraverso l’elaborazione di due motivi decorativi reperiti ad Istambul e la lampada Soft Sophia, realizzata in neoprene intagliato; e gli azulejos portoghesi e spagnoli per la serie di tessuti ed arazzi stampati a mano. http://ruralfactory.blogspot.com/ 

Per info e contatti:
www.opendesignitalia.net 

 

 

 

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