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Intervista a Roberto Giorgi: l’artigiano ‘digitale’ che sfida la Cina

Il professore ha coordinato il progetto ‘AXIOM’ finanziato dalla Commissione Europea

Roberto Giorgi

Il professor Roberto Giorgi si occupa di ‘architettura del computer’ ed è il coordinatore del Progetto AXIOM, che coinvolge tre aziende italiane, una spagnola e tre gruppi di ricerca e università, tra cui l’Università di Siena come capofila, ed è stato finanziato per quasi quattro milioni di euro dalla Commissione Europea all’interno del “Horizon 2020 Research and Innovation Programme, grant agreement No 645496”. Il progetto AXIOM  ha prodotto il primo prototipo di una scheda per il calcolo a elevate prestazioni che aspira a combinare performance e risparmio energetico in un unico modello piccolo quanto un taccuino. Dietro c’è una piccola storia d’innovazione Italiana. La scheda (o ‘board’)è infatti prodotta ad Arezzo dall’azienda SECO, partner del progetto.

“Nel progetto Axiom  – ci ha raccontato Giorgi – abbiamo avuto l’idea di creare un nuovo computer che potesse essere abbastanza potente da rispondere alle esigenze sia del mondo industriale che della robotica. C’è stata un’esplosione negli ultimi anni di richieste di ‘board’, che in italiano si traduce come ‘scheda’ ma la parola rende male questo termine, bisogna pensarla come una scheda autonoma, cioè come un piccolo computer. Una molto nota è la ‘Raspberry Pi’ una board molto economica che ha venduto decine di milioni di pezzi. Noi abbiamo seguito questa filosofia, ma la board costruita da noi è più costosa perché utilizza componenti più specializzati, in particolare un chip molto potente che ne è il cuore, ha più memoria e dà la possibilità di interconnettere in maniera veloce più board. L’idea è nata dal fatto che spesso se un progetto non entra in una singola board bisogna cambiare radicalmente il progetto e anche la board. Nel caso in cui un giorno io abbia bisogno di espandere le mie necessità, voglio poter connettere più board senza cambiare niente nel software. Per esempio noi abbiamo un paio di applicazioni una per smarthome e una per videosorveglianza. Chi installa questi sistemi per un appartamento può usare una board, mentre per una casa più grande può usarne due e così via. Tutte insieme cooperano per un unico obiettivo”.

La AXIOM Board è stata presentata per la prima volta al grande pubblico all’Embedded World 2017, principale fiera d’Europa a tema elettronica industriale a 360° gradi, che si è svolta a Norimberga, in Germania, nel marzo 2017. “Quando si fa ricerca servono alcuni anni per arrivare a un prodotto finito, il finanziamento dell’Unione Europea prevedeva sin dall’inizio di raggiungere in tempi ragionevoli qualcosa che potesse essere immesso nel mercato. Il nostro progetto dura tre anni, dopo due anni abbiamo già fabbricato fisicamente la board e siamo molto soddisfatti, funziona e copre le nostre aspettative. La ditta che la produce la SECO di Arezzo ha già formato un prodotto da questo prototipo e lo ha messo in vendita. Abbiamo anche altri partner applicativi, come una ditta spagnola leader nella videosorveglianza, e la VIMAR azienda italiana leader della domotica. È  importante per noi il supporto dei partner nella realizzazione di questo progetto, altrimenti continueremo a comprare tutto dai cinesi di Taiwan.
 
“Recentemente – ha concluso il professor Giorgi – abbiamo coordinato anche il progetto Teraflux, per studiare nuovi tipi di computer più efficienti che consumino meno energia. Quello dell’energia consumata dai computer sta diventando un problema, per esempio ad Arezzo c’è un datacenter che assorbe un terzo dell’energia di tutta la città. Cercare di costruire computer più efficienti risponde all’esigenza di lavorare spendendo meno energia.”

Per informazioni:
http://www.axiom-project.eu
http://www.teraflux.eu/

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