Libri al posto delle Slot: la scelta di un Bar di Pistoia fa scuola

di Federico di Vita

Dopo il successo dell’iniziativa pistoiese il modello viene replicato anche a Viareggio, così i libri combattono la ludopatia

Nello storico Bar Nazionale di Pistoia da qualche mese al posto di due slot machine ci sono degli scaffali pieni di libri. L’iniziativa di Alessandra Vannetti, titolare del locale, ha destato stupore e sostegno in città, tanto che tramite il passaparola il traffico e lo scambio dei libri, così come la quantità di volumi e scaffali, sono cominciati ad aumentare fino a occupare un’intera parete.

Di slot machine ce n’erano solo due, siamo sempre stati un po’ contrari – ci dice Alessandra mostrandoci orgogliosa la sala che ormai ospita la “Biblioteca dell’Amicizia” –, ed era da tempo che le volevamo togliere. Considerato che a casa siamo tutti lettori, ho pensato di andare all’Ikea, prendere un piccolo scaffale e mettere al posto delle macchinette dei libri”. L’iniziativa ha appassionato i clienti abituali e col tempo è cresciuta fino a coinvolgere sempre più persone: “questa idea è piaciuta tanto, penso che la cultura debba essere libera e alla portata di tutti. Qui vicino, nella comunità montana, ci sono dei gruppi di elfi (persone che vivono a stretto contatto con la natura sull’Appennino pistoiese, n.d.r.), e tra di loro c’è un ragazzo, che viene qui con diversi bimbi - abbiamo anche libri per i più piccoli - e in questo modo riesce a offrire da leggere a questi fanciulli che non sempre hanno la possibilità di acquistare ciò che gli serve.”

Economicamente è stato difficile rinunciare alle slot machine?

“Le slot machine negli anni ci hanno sicuramente aiutato a pagare l’affitto e ci hanno sostenuto perché in questi anni il commercio non è andato sempre allo stesso modo, ma abbiamo deciso comunque di toglierle perché ci eravamo scocciati. C’erano due persone che venivano sempre, un ragazzo e un anziano, erano in difficoltà, ci rimettevano soldi e non ci piaceva questa situazione. Ultimamente poi c’era un giro di cinesi un po’ losco, che a mio avviso svalutava il locale, qui abbiamo una clientela variegata ma buona, non volevamo essere percepiti come un altro tipo di esercizio…”

La parete di libri del Bar Nazionale di Pistoia
La parete di libri del Bar Nazionale di Pistoia

Sugli scaffali i libri sono divisi per generi, come avete fatto a raccoglierne tanti in così poco tempo?

“Sono stati gli stessi clienti a regalarmeli, una signora mi ha portato quelli della madre, che era un’appassionata lettrice, poi è stata la volta di alcuni ragazzi di un’associazione culturale, che durante le feste di Natale hanno istituito dei punti di raccolta in centro con delle brochure per aiutare la nostra piccola biblioteca, e grazie a loro sono arrivati libri da ogni parte d’Italia, da Palermo, da Trieste, libri di scrittori locali, c’è di tutto…”

Non ci siamo ancora detti qual è il meccanismo della vostra piccola biblioteca.

“C’è chi legge i libri direttamente qui, magari aspettando il treno (siamo vicini alla Stazione), oppure si possono prendere in prestito, basta segnare il volume sul quaderno insieme al nome e al cellulare di chi prende il libro, che poi entro un mese va portato indietro. I doppioni li ho regalati alla biblioteca San Giorgio, e la prossima volta che ne metto insieme un po’ voglio darli al centro dialisi dell’Ospedale San Jacopo, perché mi piace immaginare che questa iniziativa possa estendersi”.

Nel frattempo la scelta etica del Bar Nazionale di Pistoia è stata già presa come modello: lo Why Not? Cafè di Viareggio negli ultimi mesi ha infatti deciso di rinunciare ai Video Poker sostituendoli ancora una volta con una piccola libreria, raddoppiando così la lotta alla ludopatia per mezzo della lettura, impresa certo titanica, ma non impossibile per i migliori eroi romanzeschi.

11/02/2016