Pisa: i neonati “sentono” il proprio corpo come gli adulti

Uno studio ha mappato le aree cerebrali responsabili del movimento dei bambini, la scoperta ha importanti implicazioni per autismo e paralisi cerebrale

È pisano il cuore della ricerca che svela come già a poche settimane di vita le aree del cervello che presiedono all’analisi del movimento siano simili a quelle degli adulti. La scoperta apre importanti prospettive prognostiche nei bambini affetti da disturbi neurologici. Lo studio intitolato BOLD Response Selective to Flow-Motion in Very Young Infants è stato pubblicato da PLOS Biology e porta la firma di Maria Concetta Morrone, ricercatrice dell'Università di Pisa e della Fondazione Stella Maris di Calambrone. La ricerca è stata possibile grazie all’impiego della Risonanza Magnetica funzionale effettuata su bambini di 7 settimane impegnati attivamente nell’osservazione di stimoli visivi. L'analisi ha fornito indicazioni decisive sulla maturazione delle aree cerebrali responsabili del movimento nelle prime settimane di vita, riuscendo a far costruire le prime mappe della funzione corticale visiva dei neonati.

Ed è stata una sfida davvero impegnativa quella di gestire dei bambini così piccoli dentro allo scanner per la Risonanza Magnetica, che richiede ai soggetti di restare fermi per lungo tempo. “Precedenti studi hanno individuato con successo l'area visiva primaria dei neonati, ma senza riuscire a mappare la costellazione delle aree corticali che presiedono alle funzioni del movimento visivo e della direzione – afferma la professoressa Morrone –, una difficoltà dovuta al fatto che queste aree non rispondono in modo affidabile durante la sedazione o il sonno del neonato". Il team di ricerca è riuscito invece a portare a termine sedute di 30 minuti rassicurando i bambini col tocco delle mani sotto la testa. Altre volte l’esame è stato eseguito in presenza delle mamme. In questo modo è stato possibile tenere attenti i bambini – intenti a seguire con lo sguardo dei punti luminosi che si muovevano in modo casuale o in traiettorie coerenti agli stimoli – per un tempo sufficiente a produrre dati affidabili. I ricercatori hanno scoperto che, proprio come gli adulti, i piccoli mostrano maggiori risposte al movimento coerente, rispetto al moto casuale. Questo avviene in un’ampia rete di aree cerebrali, comprese quelle associate alla percezione del corpo e al sistema vestibolare.

In queste aree del cervello i neonati hanno mostrato attività simili a quelle degli adulti. "Ciò suggerisce che i bambini di poche settimane possiedono già la percezione del proprio corpo nello spazio", prosegue Sofia Crespi del San Raffaele di Milano, tra le collaboratrici del team di ricerca. Nell’analizzare l’attività cerebrale nelle aree sensibili al movimento si sono riscontrate molte somiglianze tra bambini e adulti, ma anche differenze notevoli: diverso è lo sviluppo delle connessioni funzionali tra tali aree associative e la corteccia visiva primaria.

Complessivamente lo studio ha dimostrato come le principali aree corticali che servono all’elaborazione del movimento negli adulti siano all’opera già a 7 settimane di vita. Anche se il dato più sorprendente è che bambini così piccoli, che ancora non sanno camminare, già abbiano la percezione della posizione del proprio corpo nel mondo esterno. Questi risultati sono molto importanti per le implicazioni cliniche che ne potrebbero derivare, in particolare per quanto riguarda disturbi dello sviluppo neurologico come l’autismo e la paralisi cerebrale, in cui la visione risulta compromessa.

01/10/2015