TPL IN TOSCANA, INTERVISTA ALL'AD DI RATP LOMBARDI: "BIGLIETTO UNICO E 2MILA MEZZI NUOVI"

di Dario Cafiero
Autolinee Toscane

Intervista a Bruno Lombardi, amministratore delegato di Ratp e presidente di Autolinee Toscane che si è aggiudicata provvisoriamente la gara per il tpl regionale

Un unico biglietto - da Orbetello a Pontremoli, da Sansepolcro a Rosignano - ed una crescita costante negli investimenti sul trasporto pubblico su gomma, con 2mila nuovi pullman ed i primi "sensibili cambiamenti" che saranno visibili dal 2018.
Questi alcuni dei punti principali presentati nell'intervista al 'granduca dei trasporti' Bruno Lombardi, Amministratore delagato di Ratp, nonchè presidente di Autolinee Toscane con cui si è aggiudicato il bando di gara regionale - in via provvisoria - per la gestione unitaria del trasporto pubblico su gomma. Breve viaggio dalla positiva esperienza con la linea 1 della tramvia di Firenze all'interconnessione con il servizio ferroviario ed un'ultima domanda proprio sul futuro delle Ferrovie, e non solo.

Presidente Lombardi, perché ad un colosso internazionale come Ratp, proprietario di Autolinee Toscane e presente in oltre 14 paesi in tutto il mondo, interessa il mercato toscano? La Toscana ha delle caratteristiche uniche, è un brand riconosciuto in tutto il mondo ed è un territorio che sul trasporto pubblico locale ha grandi potenzialità e margini di miglioramento. Qui possiamo portare il nostro valore aggiunto e la nostra esperienza per migliorare la qualità del servizio ed aumentare il numero di passeggeri. Questa è la nostra ambizione. Siamo in sintonia con le esigenze della Regione, che cerca un partner industriale per cambiare l'offerta di trasporto e adeguarla meglio alle esigenze di cittadini e turisti.

Il vostro impegno sul territorio toscano è partito anni fa: l'acquisizione di Linea (operante nel fiorentino), la creazione di Autolinee Toscane (nel Mugello, Valdarno e Valdisieve), la Ferroviaria Italiana (nel sud della Toscana) ma soprattutto – attraverso Gest – la gestione della linea 1 del tram di Firenze che ha superato le previsioni più ottimistiche di vendita dei biglietti. La nostra presenza in Toscana è visibile. La tramvia di Firenze nel 2014 ha registrato 13 milioni di passeggeri l'anno (con una media di 36mila utenti al giorno), il doppio di quanto era stato stimato nel 2010, segno che l'attuale servizio funziona ed è apprezzato. Il segreto sta nell'ascoltare chi utilizza il trasporto, comprenderne le esigenze, dare risposte convincenti, adeguando continuamente l’offerta e fornendo informazioni in tempo reale. Solo così si può offrire un servizio di qualità, che è il primo modo per aumentare il numero di passeggeri.

La 'conformazione' del territorio toscano non agevola sempre lo spostamento pendolare su gomma. Pensate di integrare, nel tempo, la vostra offerta con quella dei treni? La bravura di chi è chiamato a gestire il servizio sta proprio nella capacità di risolvere le difficoltà dei pendolari, nel metterli in condizione di preferire il trasporto pubblico a quello privato. Per farlo, oltre a migliorare la qualità del servizio, dobbiamo facilitarne l'utilizzo e quindi coordinarlo con altri servizi di trasporto creando collegamenti funzionali bus-tramvia o bus- treno. Ci sarà un biglietto unico per il trasporto locale in tutta la regione e ci impegneremo, discutendo con Trenitalia, per organizzare le coincidenze e offrire certezze sui tempi di percorrenza. Forniremo tutte le informazioni necessarie per spostarsi in sicurezza e in tranquillità in tutta la Toscana.

Pensando all'utenza, alla cittadinanza, quali saranno i primi cambiamenti 'visibili' una volta entrata a regime la nuova gestione Ratp-Autolinee Toscane? E quando si vedranno i pullman con la nuova livrea? Nei primi mesi il servizio resterà invariato. Poi inizieremo ad introdurre miglioramenti, soprattutto per ciò che riguarda la comunicazione e l'informazione ai passeggeri, via smartphone e iPad oltre al migliaio di fermate informatizzate. Utilizzeremo i bus attuali per un periodo molto limitato. Acquisteremo oltre 2mila nuovi bus, più comodi e meno inquinanti. Dal 2018 si vedranno i primi sensibili cambiamenti anche nell’offerta dei servizi.

In questi stessi giorni assistiamo alla vendita del 40% delle azioni del gruppo delle Ferrovie dello Stato, nel bel mezzo di un riassestamento societario con le dimissioni dell'intero consiglio d'amministrazione. Cosa ne pensa? Potreste essere interessati, in un futuro, ad entrare anche in quel mercato? La privatizzazione delle ferrovie è cosa talmente diversa da quella del trasporto su gomma regionale. Quella delle Fs è un’operazione strettamente finanziaria, fatta con l’obiettivo di valorizzare un bene dello Stato e per avere una redditività. Scelta che però non favorirà il processo di liberalizzazione, poiché i nuovi soci avranno più benefici nel limitare l’ingresso di nuovi soggetti in questo mercato. Tuttavia grazie al nuovo Regolamento europeo anche in Italia dovremmo arrivare ad una vera concorrenza nei servizi ferroviari. Noi siamo interessati a questo mercato, in particolare al trasporto ferroviario regionale. Mentre non ci interessa né l’alta velocità, né i servizi interregionali.

05/12/2015