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A Pisa sulle orme di Galileo

Viaggio nella città natale del grande scienziato

Galileo nacque a Pisa il 15 febbraio 1564 nella casa materna, quella della famiglia Ammanati, imprenditori nel commercio e nell’edilizia. Il nostro viaggio nella città della Torre pendente sulle orme del padre della scienza moderna parte proprio da Casa Ammanati, nel quartiere di Sant’Andrea, in via Giusti.

Ci spostiamo in piazza dei Miracoli per visitare lo splendido Duomo, dove Galileo fu battezzato quattro giorni dopo la nascita. E fu dentro il Duomo che nel 1583 lo scienziato, osservando le lampade sospese che oscillavano, ebbe l’idea per la legge sull’isocronismo dei pendoli. La vera lampada votiva che ispirò Galileo si può ammirare all’interno del Camposanto Monumentale dove è conservata.

Restando in Piazza dei Miracoli non può mancare una visita alla celebre torre pendente: il Campanile secondo la leggenda fu il teatro dei primi esperimenti di Galileo sulla caduta dei gravi, che stabili per la prima volta in modo convincente che oggetti di peso diverso cadono alla stessa velocità, rovesciando la teoria di Aristotele.

Proseguiamo fino al Palazzo della Sapienza, in via Curtatone e Montanara, sede dell’Università con il caratteristico cortile con doppia loggia giunto sino a noi quasi intatto, dove Galileo trascorse gli anni pisani della giovinezza e della maturità. Qui fu l’incompreso e mal pagato docente di matematica ma anche, al ritorno da Padova nel 1610, lo scienziato famoso del Sidereus Nuncius. Sin dai tempi del primo insegnamento pisano, lo scienziato si era fatto beffe del conformismo imperante tra i colleghi, che sembrava uniformarsi alla citazione biblica “il timore di Dio è l’inizio della sapienza” ancora oggi murata all’ingresso della Sapienza.

La tappa finale del nostro tour tra storia e scienza termina alla Domus Galileiana in via Santa Maria: fondata nel 1942 da Giovanni Gentile, direttore della Scuola Normale, è tra le maggiori realtà promotrici della figura dello scienziato a Pisa. Dispone di una grande biblioteca, di un paio di lettere autografe di Galileo e di materiale relativo a personalità che hanno dato lustro alla città, da Antonio Pacinotti a Enrico Fermi.

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