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A Pisa una tecnica innovativa evita la chirurgia del pancreas

Un impianto di protesi per il drenaggio delle raccolte di liquidi per via endoscopica ha evitato a tre pazienti un intervento

A Pisa una tecnica innovativa evita la chirurgia del pancreas

Tre pazienti con esiti di pancreatiti acute severe sono stati sottoposti con successo all’Azienda ospedaliero universitaria pisana a impianto di protesi per il drenaggio delle raccolte di liquidi per via endoscopica, evitando così l’intervento di chirurgia maggiore del pancreas, asportando contestualmente anche tessuto necrotizzato.

È l’ulteriore avanzamento di una procedura mini-invasiva già effettuata a Pisa da due anni, nella sezione dipartimentale di Endoscopia interventistica e pediatrica. In tutti e tre i casi, spiega una nota, “erano presenti raccolte fluide o necrotiche pancreatiche, esiti del grave processo infiammatorio, che nel tempo tendono a ingrandirsi creando dolore, compressione sugli organi vicini, rischio di rottura e infezione ed era pertanto necessario il drenaggio in maniera adeguata e tempestiva”.

Grazie all’innovativo trattamento ecoendoscopico è stato possibile posizionare una protesi metallica auto-espandibile che mette in comunicazione la raccolta pancreatica con lo stomaco o il duodeno. Per l’impianto, in questa procedura viene utilizzato un ecoendoscopio che consente, sotto guida ecografica endocavitaria e mediante un bisturi endoscopico, di perforare la parete gastrica o duodenale, entrare nella raccolta peripancreatica e rilasciare la protesi.

Il drenaggio dei fluidi e dei materiali pancreatici necrotici avviene così senza il ricorso alla chirurgia ma interamente per via endoscopica e rappresenta ormai il trattamento gold standard rispetto alla chirurgia, che comporta maggiore rischio e tempi di degenza lunghi, a seconda delle condizioni cliniche dei pazienti, spesso critiche.

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