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A Prato abbattuto l’ex ospedale per far spazio al Parco centrale

Entro il 2023 sarà pronto lo spazio verde che sarà il più grande in Europa contenuto dentro le mura antiche di una città

Prato

Prato si prepara a diventare una città sempre più verde. In cinque mesi infatti l’ex ospedale Misericordia e Dolce è stato abbattuto e nei tre ettari lasciati liberi dai tre blocchi che lo componevano sorgerà il Parco centrale della città, il più grande d’Europa dentro le mura antiche, uno spazio verde che costituirà la nuova porta d’ingresso al centro storico.

Nel parco spazio fitness, coworking e bar

Si è tenuto ieri il sopralluogo al cantiere da parte del sindaco di Prato Matteo Biffoni e dell’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis. Il Central Park pratese, com’è stato ribattezzato in fase di progetto, è ora pronto per veder partire i lavori di
costruzione. Ma la tabella di marcia immaginata sei anni fa è già in ritardo, dato che i lavori di demolizione – effettuati come da contratto dall’Asl Toscana centro – sono partiti con due anni di ritardo in seguito a numerosi ricorsi giudiziari delle ditte che avevano partecipato alla gara per eseguire i lavori.

Alla fine la demolizione è costata all’Asl circa 4 milioni di euro. Poco meno di quanto ha preventivato di investire il Comune sui lavori di realizzazione del parco, circa sei milioni di euro.

Sarà un parco libero, con spazi per il fitness all’aria aperta, 3 ettari di verde con alberi, siepi e un padiglione in vetro da 500 metri quadrati con bar, ristorante, spazio coworking, per incontro e svago.  Nel progetto è prevista anche una vasca d’acqua di 150 metri ai piedi delle mura.

Taglio del nastro nel 2023

La fase realizzativa dell’area verde, che prevede anche la costruzione di un padiglione trasparente, non potrà cominciare prima dell’inizio del 2022, perché dopo il progetto esecutivo dell’architetto paesaggista Michel Desvigne – vincitore del concorso di progettazione – il Comune dovrà procedere a bandire una gara europea per la costruzione.

In definitiva, se tutto dovesse filare liscio, “il taglio del nastro potrebbe esserci nell’estate del 2023“, spiega il sindaco Matteo Biffoni. “Fa impressione, si vedono i campanili della città, la Calvana, il collegio Cicognini. È emozionanteconclude Biffoni – perché restituiamo una visione alla città”.

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